Abitanti: 50'000
Culto principale: nessuno specifico
Commerci: si tratta della zona di partenza dei minerali estratti nel ducato di Norrvik e di arrivo di spezie e tessuti dalle Provincie più meridionali. Oltre che sui commerci come via di passaggio, l’economia del ducato si basa principalmente sulla pesca e sull’allevamento. Discreta la produzione di tessuti di lana, famosi alcuni allevamenti di cavalli.
Descrizione: In ordine di importanza, quello di Klantyre è il secondo porto della Prima provincia: superato solo da quello della Capitale, riesce per ora a reggere senza problemi il confronto con la nascente economia di Leyton, grazie ad una posizione geografica più favorevole e soprattutto alle politiche dei dazi imposte dal Governo dell’Impero contro i mercantili della Repubblica.
Il porto di Klantyre è infatti zona di passaggio per i minerali, soprattutto ferro grezzo o lavorato, estratti nelle miniere delle montagne di Norrvik e diretti verso la Capitale da dove poi, via terra, sono venduti ai ducati interni. Più volte in passato gli umani hanno cercato di aprire delle strade attraverso il territorio elfico per evitare questo lungo percorso, ma sempre la via del mare, nonostante sia chiaramente più lunga, si è dimostrata più sicura.
La fortuna di questa città si deve al Duca Van Der Verden, che decise di farne la città ducale a discapito di Rupescissa, nei primi anni del quinto secolo dopo lo sbarco. Al termine di una scogliera che si estende per circa duecento chilometri a sud di Klantyre, il Duca vide in quel piccolo paese di pescatori la possibilità di aprire le nuove rotte commerciali in opposizione alle carovane che lentamente percorrevano le strade verso sud. In poche decine di anni la città crebbe intorno al grande porto, fino a raggiungere la cifra ragguardevole di abitanti che oggi conta: la città è molto estesa a causa dei suoi caratteristici edifici a due piani, ma è quasi interamente raccolta all’interno di imponenti mura. Si tratta di un classico porto di mare: le istituzioni tendono ad essere molto tolleranti e a lasciar correre: non vi sono culti praticati a discapito di altri e le corporazioni delle arti e dei mestieri sono tenute a freno dal saldo potere del Duca che le controlla favorendo lo sviluppo di gilde nuove ed il fiorire di economie anche private.