Abitanti: 45'000, principalmente nani
Culto principale: Upandal, Thystonius (Phann)
Commerci: imposizione di dazi. Esportazione di rame e in misura minore oro.
Descrizione: Nel corso dei primi decenni del primo secolo dopo lo sbarco le esplorazioni nel continente furono condotte da umani e nani seguendo le vie più semplici ed intuitive: in buona parte si concentrarono sulle coste puntando verso nord finché non raggiunsero le montagne o verso sud, fin dove riuscirono a spingersi. Altri decisero invece di risalire la corrente del fiume Làzward verso le pendici di quelle montagne che oggi prendono il nome di “Vette dei Profumi” (probabilmente da una interpretazione del nome elfico della regione “Quel-holma”).
La regione attuale di Orsal può approssimativamente essere delimitata dalla terra racchiusa tra i due affluenti del fiume e dalle montagne stesse fino al territorio elfico. In realtà, se si considera che tutte le valli a settentrione di questa regione sono sotto il controllo dei Clan di orchi neri e che quelle meridionali non sono propriamente “sicure” sempre a causa delle razzie dei clan Gork-Krish-Bretà, si nota subito sulle carte come il territorio pienamente sotto il controllo del Duca sia in effetti di poco superiore a quello normalmente amministrato da un Marchese.
Per quanto limitato come estensione, questo è comunque un territorio caratterizzato da campagne fertili che vengono però utilizzate per lo più per il pascolo in terre comuni, sottratte alla foresta nel corso del paziente lavoro di secoli. Gli accordi con il ducato vicino di Finsterniss consentono inoltre introiti sottoforma di dazi imposti alle merci caricate su chiatte per essere trasportate via fiume.
Tuttavia fermarsi a ciò che è possibile vedere sulla superficie nel caso di ducati amministrati dai nani è sempre una scelta sbagliata: sin dai tempi antichi gli esploratori si accorsero che il ramo settentrionale del fiume finiva con l’incanalarsi in gole strette e profonde, dalla particolare forma di cilindri compenetranti: alcune di queste non erano allora e non sono oggi percorribili in quanto completamente sommerse nell’acqua gelida delle sorgenti, altre però sono state abbandonate in ere passate dal fiume e penetrano nella montagna per chilometri aprendosi a tratti in caverne naturali di rara bellezza preservate ancor oggi dai nani che al primo colpo d’occhio ne rimasero affascinati. L’intera regione è costellata di grotte naturali, alcune brevi, altre complesse e profonde, tanto che ai nani occorsero molti anni prima di riuscire a ricavare una mappa che potessero ritenere esaustiva: solo a quel punto decisero di iniziare a scavare. (vedi anche La Grande Via Sepolta)
La città di Orsal è oggi la dimostrazione di quanto il termine “città mineraria” solitamente usato dagli uomini per indicare le città sotterranee dei nani tenda a dare in effetti una visione falsata della realtà. Questa città infatti non nasce affatto come miniera e lo è diventata in misura minore solo in tempi più recenti, ovvero intorno al IV secolo, quando cioè sono stati scoperti grandi giacimenti di rame nella sua parte più elevata e giacimenti minori di oro a sud. Questo implica che i nani abbiano ampliato a scavato la loro città a prescindere dal fatto che fosse possibile estrarre del minerale prezioso: l’unico vero scopo era costruire la città in modo che i suoi abitanti potessero godere di quelle che tutti i nani considerano unanimemente le spettacolari bellezze offerte dalle vette dei profumi.
Ad oggi la città sotterranea conta probabilmente circa 45'000 abitanti, per quanto un censimento sia piuttosto complesso e ritenuto dalla razza dei nani fondamentalmente inutile. Non va però considerata la città di Orsal come un unico grande agglomerato sotterraneo, è vero anzi il contrario: è possibile identificare più zone in cui vivono comunità di piccole dimensioni distanti tra loro anche molti chilometri (a volte alcune decine) percorrendo i cunicoli o le grandi sale di comunicazione tra gli insediamenti. Di solito si suole dividere la città sotterranea in tre grandi “zone” abitate (parlare di regioni internamente alla montagna è equivoco): la più antica trae origine dalle cavità naturali vicine all’affluente settentrionale del Làzward, si tratta delle “grotte bianche”, così chiamate per il colore candido della roccia che le compone. Una seconda zona è situata poco più a sud, ma circa tre chilometri più in alto, tanto da sfociare in una rocca all’aperto dalla quale si dominano perfettamente le valli occidentali e gli insediamenti lungo il fiume ad oriente estendendo quindi lo sguardo su tutto il territorio del ducato. Anche per questa zona vi è un colore dominante: il verde tipico del rame, metallo comune in questa zona, pur ricca di altri metalli in minore quantità.
Infine la terza parte di Orsal, le “grotte dorate”, collocate al di sotto del livello di superficie del fiume e quasi cinquanta chilometri più a sud del primo insediamento, dove l’affluente meridionale segue le pieghe della montagna senza nascondersi nelle sue viscere. Qui sono stati scoperte delle vene d’oro non molto ricche, ma sufficienti a richiamare l’attenzione degli umani. La città di Orsal così come oggi viene segnalata nelle mappe, è infatti la tipica città esterna che spesso accompagna le città minerarie dei nani, ma a differenza che negli altri casi, non è costruita vicino agli insediamenti più antichi, ma nei pressi di questi ultimi, più ricchi e promettenti di commerci in cambio di provvigioni necessarie dall’esterno. Ultima nota meritano i continui combattimenti che interessano la popolazione dei nani dell’area contro gli orchi neri delle valli vicine: la rocca sulle vette è stata concepita principalmente con lo scopo di poter tenere sotto controllo eventuali spostamenti consistenti e fermarli prima che possano raggiungere le città agricole nel lato orientale. I nani della regione considerano questi scontri come parte integrante della propria esistenza e pur non risultando sempre vincitori, anche potessero, non rinuncerebbero a queste battaglie.
La fierezza dei combattenti di Orsal è nota e molte sono le gesta che vengono narrate su questi guerrieri, ma alla pari di queste sono tenute in considerazione le imprese compiute dai “campioni” di Thystonius, paladini dell’Ordine religioso devoto alla Divinità, che riescono sempre a distinguersi per il valore conquistato in battaglia.