Abitanti: 32'000 (principalmente umani)
Culto principale: Locost
Commerci: Il ducato è praticamente autonomo, fatta eccezione per l’importazione di alcuni minerali, soprattutto ferro e non esporta manufatti o materie prime in quantità degne di nota
Descrizione: Favorito dalla posizione geografica che lo vede tagliato fuori dal resto della Prima provincia, il ducato di Thivel ha potuto mantenere nel corso dei secoli la sua politica di isolamento dagli affari dell’Impero. Ancor oggi il Duca di Thivel si limita a pagare le decime imposte dall’impero senza creare problemi e non gradisce vengano fatte domande sulle fonti di ricchezza del ducato.
In verità questa regione è famosa principalmente per via del suo culto: questo è l’unico ducato in cui al termine del periodo dei disordini, fu concesso di praticare il culto di Locost (altrove ancora illegale). Le motivazioni sono radicate in alcune occorrenze storiche ed in particolare sembra che nell’anno 371 dopo lo sbarco buona parte della popolazione della lontana Haldane, in fuga da un assedio ad opera di elfi silvani, abbia infine trovato rifugio nella città ducale.
La popolazione in questione era guidata da un Vicario del “Bevitore di Anime” e da allora, prima in modo occulto, poi sempre più palese la città ha largamente praticato il culto di Locost, Credo che in pochi anni ha rimpiazzato tutti gli altri.
Il Ducato fece parlare nuovamente di sé nei primi anni del V° secolo, quando, approfittando della situazione critica in cui versava la Federazione, la Duchessa Khamata Xosa tentò di dichiarare indipendente il Ducato e bloccò l’afflusso di decime nelle casse del Governo della Capitale. Furono proprio i gruppi seguaci del Dio Locost ad intervenire per spodestare la Duchessa e prestare nuovo giuramento al primo imperatore, venendo così allo scoperto nell'unico momento in cui fosse possibile guadagnare una sorta di amnistia temporanea verso il Culto. Questa fu poi prolungata grazie ad avvenimenti accaduti in seguito all'esterno del Ducato.
Ad oggi qualche sporadico tempio legato al Dio Locost è stato autorizzato anche in altri ducati, ma Thivel conserva certamente questo strano primato.
Il territorio del ducato è fertile, ma poco sfruttato per l’agricoltura (principalmente grano, coltivato nel periodo della breve estate): molte terre sono ancora selvagge e di tutti i ducati della Prima Provincia questo più di tutti non sembra aver subito modifiche dovute all’intervento dell’uomo. L’allevamento invece è largamente diffuso. Il territorio è diviso in un numero relativamente basso di feudi maggiori, per cui a differenza di quello che accade negli altri ducati, gli uomini si sono concentrati in pochi villaggi di medie dimensioni, piuttosto che disperdersi in molti piccoli insediamenti rurali.
Oggi, i rapporti con le popolazioni elfiche vicine sono generalmente di reciproca indifferenza, in aperto contrasto con i conflitti aperti tra le due razze nel vicino ducato di Lorana, ad est. Il tipo e la concentrazione degli insediamenti nel Ducato nella sua parte centrale, lontano dal territorio elfico, sono probabilmente uno dei motivi principali a contribuire a questo atteggiamento; un secondo motivo è probabilmente dovuto alla profonda diffidenza dimostrata dagli elfi nei confronti della vita sociale e religiosa degli abitanti del Ducato, incardinata sul culto di Locost, generalmente considerato dagli elfi come un pericolo che è bene evitare il più possibile.
[nota - future aggiunte: dare una descrizione sommaria della città e qualche indicazione sul presente, a parte la questione religiosa, già abbondantemente trattata]