Kratas

Abitanti: 28'000 (poco più della metà sono nani, i restanti sono quasi esclusivamente umani)

Culto principale: Gaia, Upandal

Commerci: Grano e manufatti in legno

Descrizione: La città fu fondata dai nani nella seconda metà del secondo secolo dopo lo sbarco. Al termine della guerra delle razze, infatti i nani di alcuni casati minori delle città di Norrvik, ma soprattutto provenienti da Orsal e Torenth decisero di seguire il percorso delle Khuzdul Sigin-Bund (la Cordigliera centrale) puntando verso sud. La maggior parte delle città di superficie (ovvero non minerarie) fondate dai nani, sono dovute all’esigenza delle città minerarie di appoggiarsi ad insediamenti rurali nelle valli o nelle pianure che possano assicurare approvvigionamenti di cibo in varia natura e di altri beni assenti nel sottosuolo, in cambio dei ricchi minerali estratti. Accade quindi spesso che questi insediamenti rurali vengano fondati dai nani ma siano poi amministrati dagli umani, che di buon grado accettano di coltivare i campi ed allevare bestiame per ottenere in cambio quei minerali preziosi che altrimenti per loro sarebbero irraggiungibili.

Kratas però rappresenta una eccezione: si tratta infatti di una delle poche grandi città ducali rurali fondate ed abitate da una percentuale consistente di nani, per quanto la presenza di umani nella città sia sempre stata paragonabile a quella attuale ovvero a poco meno della metà della popolazione complessiva. Il motivo deve essere ricercato nel fatto che alcuni nani scoprirono un vero e proprio giacimento di granito tra i bassi monti stretti tra le foreste di montagna ed i boschi più vicini alla costa.

La zona divenne da principio una cava, che come era prevedibile si sarebbe presto evoluta verso la conformazione di una vera e propria città mineraria: i lavori di scavo furono però modificati drasticamente dai nani per venire incontro alle esigenze della popolazione umana che cominciava a trasferirsi nella nuova città con la speranza di poter arricchirsi grazie agli scambi con la città mineraria di Rheine, secondo le convenzioni a cui si è accennato. I nani accettarono la richiesta di non costruire una città sotterranea ma non seppero resistere alla tentazione di continuare a scavare in profondità.

Il risultato si concretizzò nella conformazione attuale della città, ovvero un cratere artificiale che probabilmente è anche all’origine del nome della cittadina: “Kratas”. Ora che la cava è esaurita, la città ducale si presenta infatti come un tronco di piramide a base quadrata rovesciato ed interamente scavato nella roccia. Della bassa vetta del monte su cui è sorta non è rimasta che la base dei dolci pendii bruscamente interrotti da massicce mura scure e spesse diversi metri, costruite più per esser vanto della popolazione che per reali esigenze difensive, per quanto all’occorrenza risulterebbero probabilmente efficaci.

Superate le mura grazie all’unico e maestoso ingresso, ci si affaccia sulla città vera e propria ricavata scavando a livelli concentrici che tendono sempre più verso il basso. Caratteristica dominante della città sono ovviamente le lunghe scalinate che servono per passare da un livello ad un altro e sono percorse da una vita molto attiva. Al centro della città, nel suo punto più basso, si trova una piazza, spesso usata per il mercato, ed una grande fonte che dà acqua a tutti gli abitanti.

 
ambientazione/culture/insediamenti/seconda_provincia/kratas/indice.txt · Last modified: 2009/08/29 00:41 (external edit)
 
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