Nella migliore delle ipotesi, la maggior parte dei popoli civilizzati trova che nutrirsi di rifiuti di qualunque genere sia un’attività poco igienica e spiacevole. Quando le carogne sono il cibo prescelto, lo spazzino è spesso visto come grottesco, orribile, un portatore di malattie e di morte.
E’ il destino dei Troll e di altri del loro genere portarsi addosso il persistente odore del loro ultimo pasto, che si attacca ai loro indumenti, ai loro artigli e peli, e non può essere mascherato facilmente. Lo stesso vale per i Troll di caverna, che puzzano della carne putrida che è immagazzinata e consumata nelle loro tane. Di solito è sufficiente la sola vista di una carogna per far venire la nausea alle persone normali; il puzzo di un cadavere in decomposizione, ronzante di mosche e con la carne che si stacca dalle ossa, è garantito che lo faccia.
Per contro, i Troll vedono le carogne in putrefazione come il cibo prediletto, non diversamente da come altri potrebbero guardare con favore ad un formaggio stagionato o una bottiglia di vino invecchiato al punto giusto. Per i Troll, l’odore delle carogne è appetitoso quanto quello di un pasto fatto in casa può esserlo per altri. Il suono di mosche ronzanti è musica per le loro orecchie; le pallide forme di vermi brulicanti sono come un delizioso contorno alla portata principale. Considerate queste differenze, non c’è da stupirsi che i Troll non vadano molto d’accordo con gli altri popoli, che tendono a considerarli come dei mostri mangiacadaveri.
Datato tra il 570 e il 630 dopo lo sbarco.
Trascritto nel 706 d.s.
da Ash da Therion - Bibliotecario