Tutte le varie sottorazze di elfi non vedono nel solo uso delle armi l’unica risorsa per attaccare o per difendersi, di conseguenza qui di seguito sono indicati gli strumenti preferenziali per chi abbia scelto invece la via delle Armi.
Elfo Comune, Orientale e delle Foreste: L’utilizzo delle armi è praticato dagli elfi come tutto ciò a cui si dedicano ovvero come fosse una forma d’arte. Se si escludono i militari di professione all’interno dei gruppi organizzati (vedi di seguito), è possibile impostare un discorso generico su questo uso delle armi che ha portato alla ideazione di particolari armi, poco efficaci in battaglia ma molto utili invece nella pratica delle arti marziali, intesa come disciplina pura, a fini didattici o come attività per il benessere fisico del praticante. Queste armi, seguendo un processo inverso a quanto di solito accade nella società umana, a volte si sono poi evolute in un corrispondente utilizzabile anche in combattimento reale e di cui è difficile trovare corrispettivi nelle altre razze (esclusa quella umana che ha provveduto ad impadronirsi delle giuste intuizioni tecniche degli elfi, imitandole.
Costituiscono armi da allenamento: bastone leggero (lungo e generalmente di legno flessibile), fioretto (spada da punta ad una mano, molto flessibile), ed in conclusione ovviamente qualsiasi tipo di arco, utilizzato in allenamento come in combattimento: corto (composito e no), lungo, ed un particolare tipo di arco detto Daikyu (lungo due metri circa e con impugnatura asimmetrica spostata verso il basso, in modo da poter essere comodamente utilizzato anche stando a cavalo o in ginocchio, ma dalla potenza ridotta rispetto ad altri archi) la cui origine è contesa tra umani ed elfi che sostengono entrambi di averlo inventato per primi.
I militari di professione invece utilizzano le armi in dotazione all'esercito regolare, e tra queste è possibile riconoscere armi comuni a molte razze: i gruppi di fanteria utilizzano solitamente armi in asta a lama lunga e spade di vario tipo (quando in prima linea devono reggere all’attacco della fanteria avversaria), in alternativa picche lunghe fino a sei metri (impiegate contro l’attacco della Cavalleria pesante, ci vogliono due elfi per manovrarne ognuna). Nel corpo a corpo gli elfi combattono solitamente con le spade, a volte con due armi contemporaneamente, di cui la seconda generalmente più leggera. La versatilità è elevatissima: essi usano senza difficoltà armi a doppio tagliente come pugnali, spade corte, spade lunghe, bastarde e in rari casi a due mani (di solito considerate troppo pesanti), ma anche spade con tagliente da un lato solo come scimitarre, sciabole e katana (media lunghezza, lama senza guardamano, eccetto una piccola guardia circolare, ed elsa adatta ad una impugnatura ad una o due mani).
Certamente i reparti più noti tra i gruppi militari organizzati degli elfi sono quelli degli arcieri, siano essi “Corde d’Arco” o un reparto interno allo “Scudo Rosso” (vedi di seguito), la loro maestria in questo settore è degnamente rappresentata dalla fama che hanno guadagnato nei secoli di scontri più o meno duri avvenuti lungo tutto il Continente: quella del tiro con l’arco diventa a volte una visione mistica del mondo, che solo un elfo arciere potrà raccontare.
In conclusione queste sono le armi solitamente preferite dagli elfi di superficie: sebbene essi possano a volte utilizzare anche mazze di vario genere e martelli da guerra, lo considerano una volgarizzazione della disciplina “artistica” della scherma. L’utilizzo dell’ascia è invece praticamente sconosciuto, non essendo diffuso nella civiltà elfica il corrispondente attrezzo contadino per il taglio degli alberi da cui quest’arma si è evoluta.
Si potrebbero quindi enumerare le moltissime armi da cerimonia, quasi inutilizzabili in situazione di combattimento, spesso forgiate da mastri lavoratori di metalli preziosi con l’ausilio dei fabbri: ognuna di queste armi ha una sua interessante storia che però esula da questo contesto.
Nell’utilizzo degli scudi e delle armature gli elfi mantengono intatta la loro versatilità ed ancora la preparazione militare genera quella che poi sarà la scelta futura più di una eventuale predisposizione fisica. Gli scudi utilizzati sono quindi sia piccoli che grandi in legno, placcati o metallo e non è raro anche l’utilizzo di scudi da postazione fissa per proteggere gli arcieri. Le armature posso essere imbottite, in cuoio, borchiate o a scaglie. Molto comuni sono le cotte di maglia (che gli elfi forgiano in maniera assolutamente inimitabile e sono in dotazione soprattutto agli elfi delle foreste e orientali).
Le armature tendono ad essere decorate come le armi, e sono eleganti come un secondo vestito. L’utilizzo di punte e lame sulle armature e sugli scudi è sconveniente, essendo soliti combattere spalla a spalla con i compagni in formazioni serratissime, di conseguenza queste armi mantengono delle linee snelle ed essenziali.
Elfo Sotterraneo: versatile quanto l’elfo di superficie ha però un atteggiamento morale diverso e si distingue in alcune scelte di preferenza; l’elfo sotterraneo tende infatti ad usare mazzafrusti con chiodature particolari, tanto leggere quanto dure e fragili in alcuni punti specifici. Spesso accade che dopo un buon colpo andato a segno tali chiodature si frantumino lasciando le schegge all’interno della ferita del bersaglio provochino gravi infezioni che non di rado portano la vittima alla perdita dell’arto interessato o ad una lenta morte.
Parimenti gli elfi sotterranei non disdegnano di chiodare anche scudi ed armature a piastre combattendo in maniera considerata dagli elfi di superficie “sleale” ma da essi semplicemente come “efficace”.
Molto comuni tra gli elfi sotterranei di rango non elevato sono invece le spade a tagliente singolo (soprattutto le sciabole) e le armature in maglia d'anelli. Lo scudo utilizzato e di un tipo molto particolare, costituito da placche sovrapposte a bordi taglienti che riesce spesso a danneggiare l’arma dell’avversario.
Elfo Marino: sull’utilizzo delle armi degli elfi marini poco si sa, in molti sostengono si tratti della specie più pacifica tra gli elfi e che il suo utilizzo di armi da punta o taglio sia ristretto alla sola difesa e pesca. Molte raffigurazioni di elfi marini riportano gli stessi con dei robusti e lunghi tridenti di colore bruno che, assicurano chi li ha visti, non sembrano in metallo. In queste descrizioni mancano, come è logico immaginare, armature e scudi che in acqua impedirebbero il nuoto: non si hanno descrizioni precise di gruppi militari ufficiali organizzati.