Nani: Armi e Armature Preferite


C’è un solo grido di guerra capace di mettere in fuga il nemico prima ancora che il combattimento abbia inizio: si tratta del noto Khazâd ai-mênu! (letteralmente: “I Nani vi assaltano!”). Il motivo del timore suscitato da questo grido è noto anch’esso: un gruppo di nani ben equipaggiati che lo stia intonando può travolgere qualunque ostacolo e sconfiggere ogni nemico, “come un fiume ingrossato dalle piogge non è trattenuto dai ponti, dagli argini e dalle dighe e rovescia natura e costruzioni dilagando, inarrestabile.” (citando dei versi famosi).
Tutti i nani si dice siano in grado di maneggiare un’arma con molta disinvoltura: tale abilità è motivo di vanto, ma non oggetto di inutili dimostrazioni. I nani si dedicano all’insegnamento del mestiere delle armi ed a costanti allenamenti qualora ritengano di dover migliorare l’efficacia dei loro colpi, ma a differenza di umani ed elfi trovano ridicolo il combattimento in tornei o giostre ed in genere l’uso di armi in momenti di svago.
Non esistono armi che siano state create appositamente o modificate per essere utilizzate durante un allenamento o per essere esposte come armi da cerimonia. Il concetto stesso di un’arma poco tagliente o senza punta è estraneo alla loro mentalità: un’arma così concepita sarebbe considerata come fosse stata privata della sua dignità di arma, inoltre “quando si combatte è segno di rispetto per il nemico colpirlo fin quando non sia più in grado lui di colpire te”. Del resto il concetto stesso di “addestramento alle armi” è ben distante dalla mentalità umana, dato che in queste occasioni le morti non sono meno frequenti di quanto lo possano essere su un vero campo di battaglia.
Le armi e le armature forgiate dai nani, di norma artefatti eseguiti con bravura e competenza eccelsa, sono quindi create per essere usate in battaglia e non altrimenti.
Ogni nano, sia esso di superficie o sotterraneo, a prescindere dalla professione praticata, provvede nell’arco della propria vita a “costruire” un proprio equipaggiamento che gli sia congeniale: non di rado quando disponga delle competenze necessarie, l’equipaggiamento militare è forgiato direttamente dal nano che decide di usarlo; negli altri casi egli gradisce comunque seguire in prima persona tutte le fasi del processo di lavorazione.
Se ne ha la disponibilità economica, un nano preferisce che le sue armi siano pezzi unici, costruite in base alle proprie dimensioni del corpo e delle mani, nonché alla personale indole nel combattimento, altrimenti adatterà agli stesso il suo equipaggiamento secondo le proprie esigenze. Nulla viene lasciato al caso, le armi di un nano non saranno mai troppo pesanti o troppo leggere o troppo lunghe o troppo corte o troppo sbilanciate, saranno esattamente “giuste” per quel nano. Non a caso i nani sono i più grandi innovatori ed arditi sperimentatori nell’evoluzione tecnologica delle armi e delle armature e delle tecniche di combattimento.
Le armi preferite dai nani sono quelle da mischia, di dimensioni medie o grandi: in particolare le asce e i martelli da guerra. L’arma più comune usata ad una mano è l’ascia da battaglia a volte usata come arma prima in coppia con l’ascia semplice (più piccola e meno pesante, usata come arma secondaria); con ambo le mani vengono impugnate: l’ascia bipenne, l’ascia da guerra nanica (più pesante dell’ascia da battaglia e dotata in cima di una grossa punta in metallo che bilancia il lato tagliente) e l’Urgrosh nanico (come un’ascia da guerra ma con asta più lunga che presenta all’estremità opposta all’ascia una ulteriore punta che è possibile usare come lancia o come picca). I nani che preferiscono le armi contundenti, usano ad un mano: martelli da guerra e becchi di corvo (più piccoli somiglianti ad un piccone ed usati come arma secondaria), mazze d'arme e meno di frequente mazzafrusti particolarmente pesanti. Sebbene siano considerate troppo fragili, in situazioni di necessità un nano non disdegna l’uso di randelli e bastoni, ferrati o chiodati.
L’utilizzo di spade, pugnali e falci di vario genere è praticato poco: data la consuetudine a combattere contro avversari pesantemente corazzati queste armi sarebbero sicuramente efficaci di asce e magli da guerra nell’imprimere potenza nei colpi. Armi lunghe sono utilizzate anch’esse con molte riserve: la scarsa statura del nano non gli permette di manovrarle agevolmente, il che significa che si ritroverà immancabilmente impegnato in un corpo a corpo, tanto che quando si rese necessario l’utilizzo delle picche molti nani iniziarono ad utilizzare l’Urgrosh per non privarsi della propria ascia. In effetti nella storia delle strategie militari è noto il fatto che un gruppo di fanteria di nani è l’unica formazione di questo genere a poter reggere l’urto della cavalleria pesante contenendo le perdite anche in assenza di picche nelle file di impatto.
Un rapporto particolare vi è con armi che colpiscano a distanza: un nano odia di norma qualunque tipo di arma da lancio o getto, poiché è ritenuto disonorevole non guardare il nemico negli occhi mentre lo si sta uccidendo; in uno dei tanti trattati militari scritti da un nano la sezione dedicata ai reparti di arcieri si apre con un epigramma che tradotto recita “Le pulci di tutti i goblin / infestino la barba / di chi per primo scocca / freccia contro un altro nano!”.
D'altra parte, questa razza è forse la più formidabile costruttrice di macchine d’assedio, quindi, oltre agli arieti corazzati, anche baliste di varie dimensioni, catapulte pesanti e leggere e torri d’assedio armate con macchine in grado di colpire a distanza.
La mischia, come detto, è il tipo di combattimento preferito dai nani: non sorprende quindi che l’armatura e lo scudo (quando sia impugnato) di un nano costituiscano parte essenziale del suo equipaggiamento di battaglia. Un nano è in grado di sopportare pesi particolarmente elevati per tempi molto lunghi, quindi non ha difficoltà a restare nelle armature in metallo anche durante le lunghe ore di marcia che lo separano dal campo di battaglia.
Molto costose, ma decisamente preferite alle altre, sono le armature complete (piastre metalliche modellate sul corpo del combattente e unite per coprire tutto il corpo), che permettono un movimento più libero delle corazze di piastre accostate o scaglie (piastre metalliche modellate indipendentemente da chi le userà montate su un corpetto di cuoio) che consentono in ogni caso un'ottima protezione. Al pari delle corazze di piastre vengono usate le Corazze a Bande (strisce di metallo frontali cucite su una cotta di maglia); meno costosa e inadatta a difendere da colpi contundenti, ma efficace nel consentire ampi movimenti, è la cotta di maglia (anelli metallici intrecciati, la maggior parte del peso si scarica sulle spalle) a cui segue in ordine discendente di costo le brigantine e le armature in cuoio borchiato (cotta di cuoio rinforzato con inserti metallici di varie dimensioni ravvicinati), decisamente l’armatura di quelle esposte che consente una minore protezione.
Quando non decida di combattere usando entrambe le mani per le armi, un nano preferisce impugnare grandi scudi metallici che tende a farsi costruire su misura: agli scudi vengono spesso applicate delle chiodature che li trasformano in vere e proprie armi usate in sostituzione delle frequenti armi secondarie. Meno frequenti sono invece le chiodature applicate sull’armatura: non si tratta di motivi di etica, ma di semplice constatazione del fatto che queste, a differenza di quelle applicate agli scudi, sarebbero poco o per nulla utilizzate per via del fisico del nano che non lo aiuta nel combattimento senz’armi.

 
ambientazione/culture/razze_c/nani_armi.txt · Last modified: 2009/08/29 00:39 (external edit)
 
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