La pergamena originale presenta delle miniature di pregio che rappresentano una mezza dozzina di orchi, in varie pose ed atteggiamenti, posti in modo da intervallare il testo scritto.
Una ricostruzione storica dei movimenti tribali e della divisione in sottorazze degli orchi è molto difficile in quanto la completa assenza di documenti prodotti da questa razza non consente una ricostruzione che sia diversa da quella dei loro nemici che con loro si sono periodicamente scontrati. Come detto la razza degli orchi è una delle tre razze originarie dell'isola continente, per quello che è possibile sapere ha sempre avuto la sua maggiore concentrazione nelle terre nord occidentali ed in generale nelle zone montuose e meno fertili del continente.
I terreni tuttora sotto il controllo dei gruppi nomadi degli orchi comuni e neri sono rocciosi e coperti da una povera vegetazione, i fiumi sono praticamente assenti mentre frequenti sono torrenti impetuosi e tortuosi che rendono proibitivo il loro utilizzo a scopo commerciale o come via di comunicazione e spostamento. Per diversi mesi all'anno le alte montagne che ospitano questa razza sono coperte dalle nevi che rendono ancora più difficile l'esistenza. Non a caso durante gli inverni più rigidi gli orchi diventano particolarmente aggressivi scendendo nelle valli arrischiandosi addirittura nell'attaccare città fortificate o provando a colpire nel cuore del territorio elfico.
La conformazione del territorio abitato dagli orchi è forse causa dell'alta frammentazione sociale e linguistica (numerosi sono i dialetti orcheschi) nonché della elevata aggressività dell'intera razza: questa frammentazione ha impedito lo svilupparsi della agricoltura e della pastorizia bloccando in effetti l'evoluzione culturale e tecnologica degli orchi allo stato attuale già millenni prima che l'uomo giungesse nel Continente.
Un Clan di orchi può quindi essere visto dalle altre razze come un branco con il suo territorio di caccia, in costante lotta per il mantenimento e l'espansione del territorio stesso e del branco sia a discapito delle prede che a danno degli altri branchi o Clan orcheschi. Si tratta di una società immobile sotto questo punto di vista: non vengono sviluppate istituzioni, il territorio non viene trasformato e plasmato secondo le esigenze né vi è ricerca e sviluppo di nuove tecnologie: semplicemente, non si sente il bisogno di tutto ciò.
Costituiscono eccezione a questa regola i piccoli paesi edificati dalle tribù di orchi occidentali: si tratta in questo caso di orchi Comuni che da pochi secoli si sono spostati sulla costa e non hanno fatto ritorno sulle montagne trovando nella pesca una buona fonte di cibo costante per tutto l'anno. L'essere diventati stanziari ha modificato alcuni aspetti non secondari: se la struttura del clan è rimasta pressoché identica (con l'accentramento dei poteri nell'unico Khan affiancato dallo sciamano e nessuna legge scritta) è invece cambiato il rapporto con lo sviluppo tecnologico. Gli orchi occidentali si sono trovati immediatamente molto indietro nella lavorazione e costruzione di imbarcazioni sufficientemente veloci e sicure, tuttavia hanno tratto giovamento dalla loro caratteristica aggressività per derubare le altre razze delle scoperte riuscendo così a replicarle senza apportarvi modifiche degne di nota. Tuttavia la semplice copia di altrui strumenti ha richiesto un cambiamento significativo nella suddivisione dei lavori all'interno del Clan stesso: i membri del Clan sono ancora considerati tutti come pari, ma sono sorte una serie di figure specializzate in lavori specifici che in un gruppo tribale nomade non erano assolutamente necessarie.
I Piccoli paesi occidentali dispongono spesso di falegnamerie e fabbri, sorti in un primo tempo per poter ripristinare il materiale rubato ad altri e danneggiato, ma in seguito evolutesi in officine di livello mediocre atte alla produzione degli strumenti mancanti ed indispensabili per la navigazione.
Il passo dalla semplice pesca alla pirateria è avvenuto invece in pochissimo tempo e solo nell'ultimo secolo, in particolare i villaggi sul mare popolati da orchi non destavano preoccupazioni nelle compagnie di trasporto mercantili umane ben protette dalla grande distanza geografica tra i loro porti e la zona di influenza degli orchi; ancor più di recente però, come descritto in precedenza, si è sentita l'esigenza di pattugliare le coste alla ricerca di nuovi insediamenti della razza degli orchi che sembra siano stati posti sul versante orientale del continente, le cui coste sono sotto il controllo dell'impero umano.
La Cultura Orale
Senza distinzione, tutte le sottorazze degli orchi si basano su di una cultura orale, unica rimasta tra le razze nel Continente e per questo molto distante da tutte le altre. Questo tipo di cultura risulta di difficile comprensione a quelle alfabetizzate principalmente per la visione di codici e leggi ma anche ed in maniera determinante nella visione del passato.
Quando gli orchi stringono un patto qualsiasi con un'altra razza essi ne tramandano il senso da loro inteso per via orale: all'interno del Clan ogni membro conosce una serie di frasi che corrisponde al “patto”; non si tratta, però di una mera riproduzione mnemonica di quanto ascoltato o detto nell'occasione che viene raccontata: la cultura orale tende a ricordare il fatto centrale e poi a raccontarlo con costrutti verbali tipici che vengono adoperati nelle più svariate occasioni.
Ad un ascoltatore alfabetizzato sembrerà che gli orchi replichino all'infinito sempre le stesse strutture verbali e le stesse sequenze di parole, ma in realtà essi comunicano con quelle sequenze delle precise idee, sensazioni e fatti accaduti del tutto pertinenti al contesto. E' certamente vero che il linguaggio orchesco non è particolarmente ricco grammaticalmente né come vocabolario (a loro discolpa bisogna aggiungere che nessuna tradizione orale può reggere un vocabolario ricco ed una struttura grammaticale complessa) eppure è in questo senso perfettamente coerente e soprattutto funzionale alle esigenze di chi lo parla.
Conseguenza non gradita di questa diversità è che nello stringere un patto non vi sia quasi mai comprensione tra le due parti e che il mettere per iscritto le parole dette non abbia nessun senso per un orco… senza contare il fatto che spesso i patti stipulati dai clan possono tranquillamente essere rotti dal cambiamento del pensiero del Khan o dal cambiamento dello stesso Khan.
Altro fattore interessante dovuto alla cultura orale è rappresentato da una fortissima tendenza allo “schiacciamento” degli avvenimenti storici: non esistendo una datazione scritta di ciò che è avvenuto nel mondo o al singolo clan, le azioni passate vengono raccontate dai guerrieri che le hanno compiute usando un generico tempo passato, ma sono anche raccontate da chi le ha a sua volta udite facendo riferimento agli orchi che le hanno compiute come fossero ancora presenti e usando lo stesso generico tempo passato. Come risultato alcuni Orchi potrebbero tranquillamente raccontare di uno scontro che ha coinvolto il loro clan contro i nani sulle montagne come fosse avvenuto durante l'ultimo inverno, mentre un nano potrebbe considerarlo come avvenuto 4 secoli prima. Questa visione del tempo è spesso stata causa di scontri volti a vendicare passate sconfitte ma avvenuti anche secoli dopo il verificarsi del fatto incriminato.
| Tratto da un testo più ampio. La pergamena originale è così firmata: In dono all'amico Ash da Therion, nell'anno dopo lo sbarco 698 In Fede, Bellah Da Rupescissa, incaricato del Duca per gli studi sugli orchi. |
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