Nani: Aspetto Fisico


Con sempre maggiore insistenza si fa un gran parlare nelle comunità umane di una possibile differenziazione tra i nani detti “di montagna” ed i nani detti “oscuri” che sarebbero caratterizzati da una carnagione bruna tendente quasi al nero ed abiterebbero esclusivamente nel sottosuolo.
L’idea di una possibile divisione in queste due sottorazze è nata probabilmente poco più di due secoli fa traendo la sua origine dagli studi più approfonditi compiuti sulla sottorazza degli elfi sotterranei ed estendendo in modo improprio quelle conoscenze alla razza dei nani. Occorre quindi sfatare immediatamente questo mito: se da un lato è effettivamente vero che esistono gruppi familiari di nani che trascorrono tutta la propria esistenza senza mai vedere la luce del sole, se non attraverso i profondi pozzi costruiti per permettere l’accesso dell’aria nelle profondità delle città minerarie, d’altro canto è necessario comprendere come questi stessi nani non presentino né caratteristiche fisiche che li accomunino ai temutissimi “drow” né tanto meno la feroce malvagità che agli elfi sotterranei è invece attribuita a ragione.
Il malinteso è tuttavia difficile da estirpare: non è raro che si verifichino incomprensioni a causa delle quali un nano dal colore di pelle scura sarà guardato con diffidenza e considerato un abitatore delle profondità della terra, quando in effetti potrebbe tranquillamente aver passato tutta la propria esistenza lontano dai profondi complessi minerari del Regno. Per comodità espositiva, tuttavia, ci si riferirà con il termine “Nano oscuro” ai nani che abitano le miniere, mentre il termine “Nano di Montagna” sarà attribuito ai nani che abitano per lo più in superficie: è da ricordare che questo non implica un pregiudizio di carattere morale né corrisponde a differenze somatiche di qualsiasi genere.

Il nano si presenta con una pelle di colore variabile da uno scuro color del bronzo fin quasi al bianco latte, l’altezza varia tra il metro e dieci e il metro e quaranta in casi eccezionali (e di solito guardati con diffidenza). La struttura ossea ed il fisico di norma muscoloso fanno del nano la razza più pesante in relazione all’altezza: un nano infatti pesa normalmente dai 50 agli 80 kg, peso concentrato principalmente nella parte superiore del corpo. Le gambe dei nani sono infatti più corte del busto, mentre spalle e braccia sono notevolmente sviluppate, tanto che le mani si trovano all’altezza delle ginocchia. Le mani stesse sono inoltre grandi almeno quanto quelle di un uomo ma mosse da polsi larghi e molto robusti: le caratteristiche descritte consentono ai nani di avere delle leve eccezionali con cui maneggiare con sapienza ed estrema forza i loro strumenti per la battitura dei metalli, per l’apertura delle miniere e per l’utilizzo delle armi in battaglia.

Il cranio di un nano presenta anch’esso delle differenze apprezzabili a confronto con il cranio umano: se visto frontalmente è più schiacciato e più largo, se invece è visto lateralmente appare allungato. Il naso è anch’esso più largo di quello umano e spesso costituisce un prolungamento ideale della fronte, linearità accentuata dall’arcata sopraccigliare pronunciata che conferisce al nano quell’aspetto perennemente accigliato noto agli umani.
Gli occhi di un nano, caratterizzati da un colore che normalmente varia dal nocciola al marrone scuro fino al nero, sono molto elastici: la pupilla è tonda come quella di un uomo ma può allargarsi tanto da consentire di raccogliere molta più luce e quindi di vedere alla fioca luce delle candele come fosse pieno giorno, cosa che gli consente di avere meno problemi all’interno delle miniere. Un’altra dote concessa dalla natura ad un nano è la particolare resistenza a veleni ed agenti tossici sia respirati che assunti in altra maniera: è cosa nota che quando lo scavo in una miniera libera gas velenosi, i nani hanno molte più probabilità di un essere umano di riuscire ad allontanarsi sostanzialmente incolumi.

I nani sono mammiferi vivipari, per cui incontriamo in essi le stesse differenze biologiche tra i sessi che sono proprie del genere umano. Per quanto riguarda l’aspetto i nani di genere maschile sono mediamente più alti di qualche centimetro rispetto al loro corrispettivo femminile; altre lievi differenze possono essere riscontrate anche nelle dimensioni di spalle e fianchi, più strette le prime e più larghi i secondi nel genere femminile. I nani raggiungono la maturità sessuale intorno ai 30 anni, sviluppando una folta barba: qualche anno più tardi anche le nane raggiungono la maturità contraddistinta dall’emergere non solo del seno, ma anche di una barba folta quanto quella maschile.

Un nano conduce una vita spesso molto dura come guerriero, avventuriero, minatore, fabbro o taglialegna; difficilmente si dedica alla coltivazione dei campi, mestiere che giudica piuttosto noioso e che con soddisfazione vede ben eseguito dagli uomini che invece nelle miniere crollano e non riescono a sopportare le molte ore di lavoro che i nani si impongono e muoiono in seguito alle fughe di gas venefico. Nonostante il tipo di vita condotta, un nano vive mediamente intorno ai 350 anni e non sono rari i casi in cui riesca a raggiungere o superare i 400 anni.

 
ambientazione/natura/razze_b/nani_aspetto.txt · Last modified: 2009/08/29 00:40 (external edit)
 
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