La razza Halfling deve essere considerata quella più giovane tra quelle conosciute. Le sue origini vanno ricercate negli anni successivi alla diaspora degli umani e dei nani verso la terra degli elfi, Elenbar. In seguito alla Guerra per la Vita, come narrano le cronache, i superstiti non poterono che abbandonare le proprie terre ormai sterili e cercare rifugio migrando verso occidente. Raggiunte le coste sul mare oceano le popolazioni di culture ed etnie diverse unirono le loro conoscenze e poteri alla ricerca di nuove terre abitabili: Elenbar fu scoperta grazie alla magia al di là del mare e così ebbe inizio la diaspora. Ancora oggi la datazione non ricorda la pur mostruosa guerra divina, ma lo sbarco e la successiva rinascita.
Alcuni umani, però non partirono e decisero di restare nelle loro amate terre testardamente convinti che, pur con estremi sacrifici, non sarebbero morti lontano dalla terra dove erano nati. Vi erano in realtà molti elementi che andavano oltre l’attaccamento alla terra, nonostante questo fattore fosse innegabilmente importante: il viaggio verso il continente sconosciuto non era affrontato da tutti in egual modo ed il timore dell’attraversamento dell’oceano, per secoli e secoli rimasto inviolato doveva essere un importante deterrente.
Per circa tre secoli non vi fu più nessun rapporto tra gli umani partiti verso Elenbar e quelli che invece avevano scelto di restare nel vecchio continente. In questo periodo si narra che la Dea Gaia ebbe pietà degli uomini rimasti vicini alla propria terra e per questo fece loro uno strano dono: ogni generazione cresceva meno della precedente, nulla a che vedere con la robusta razza dei nani, semplicemente gli uomini divenivano delle immagini ridotte di se stessi. Che questa sia una leggenda e che invece sia stata la magia rimasta in quelle terre devastate dagli Dei ad intervenire in questo modo misterioso non è dato sapere ad un mortale: note furono invece le conseguenze. Sempre più vicini alla attuale forma dell’halfling, coloro che erano rimasti nelle antiche terre di origine ebbero solo in questo modo la possibilità di resistere alla penuria di risorse alimentari che ricavavano quasi esclusivamente dal mare.
Giunto il IV° secolo dopo lo sbarco, alcune caravelle di vecchio tipo ripresero a solcare l’oceano in senso opposto a quello di un tempo: gli umani tornavano da esploratori nella loro terra per via della loro innata curiosità e per verificare lo stato della terra. Meno di venti generazioni erano passate dal primo sbarco ad Elenbar ed ancora meno da quando l’ultima nave era partita verso occidente per non tornare mai più, ma era bastato perché la Storia si facesse leggenda e quindi perché i mezzi uomini non riconoscessero più la forma dei loro avi. Occorsero decenni e diverse spedizioni umane perché ambo le razze riconoscessero nell’altra una discendenza comune e ricordassero come erano davvero andate le cose, quindi alcuni Halflings decisero di partire alla volta di Elenbar per vedere queste terre ricche di cui tanto gli esploratori umani continuavano a raccontare.
Witko e Wanigi:
Buona parte della gente comune delle Città-Stato non approvava: si diceva che abbandonare la terra nel momento in cui, a distanza di oltre quattro secoli dalla Guerra Divina, finalmente le coltivazioni riprendevano a dare frutti in buona quantità voleva dire essere pazzi o stupidi. Gli halflings in partenza vennero così soprannominati “Witko”, parola che appunto significa “pazzo” o “stupido”. Gli umani non conoscevano bene il linguaggio dei mezz’uomini, per cui nei loro diari di bordo annotarono che dei mezz’uomini chiamati Witko erano in viaggio con loro verso le terre di Elenbar. Il nome resistette all’equivoco ed è ancora usato per fare riferimento agli halflings figli di chi migrò in quel periodo.
Ovviamente gli halflings esploratori erano poche decine, la vera prima migrazione avvenne nei primi anni del V° secolo dopo lo sbarco e portò circa un milione di halflings a riversarsi nelle terre di Elenbar, sulle coste della terra ferma. Più che di migrazione si dovrebbe in effetti parlare di una fuga di massa: questi erano infatti gli anni del ritorno di Fafnhir, la Bestia ancestrale, ricomparsa nel vecchio continente e inarrestabile nelle sue stragi furiose alla ricerca della propria nemesi nella figura del Dio Locost. Le Scritture ben rievocano quei periodi e non è compito di questo trattato approfondirli, se non dal punto di vista degli Halflings: la migrazione fu bruscamente interrotta quando Vestral e Raggok, mossi dalla loro crudeltà verso le potenti nazioni di Elenbar decisero di graziare gli halflings trasportando magicamente la Bestia dove avrebbe potuto trovare Locost che, come profetizzato, era prossimo al ritorno.
Il termine della prima migrazione, segnò anche contestualmente l’interruzione degli scambi tra le coste dei due continenti. Passò circa un secolo prima che tornasse di nuovo conveniente affrontare il viaggio oceanico, la terra nel vecchio continente stava lentamente tornando a condizioni accettabili di vivibilità e alcuni umani cercavano nelle antiche terre degli avi le opportunità che non erano più loro consentite dalla struttura sociale rigidamente monolitica voluta dall’impero. Il tentativo di innescare una nuova ondata migratoria in senso inverso a quello avvenuto ai tempi della Diaspora si infranse sul finire del VI° secolo, quando una terribile carestia colpì le terre martoriate del vecchio continente. In particolare alcuni piccolissimi parassiti distrussero interi raccolti andando a colpire uno degli alimenti più diffusi in quel momento nelle terre abitate dai mezz’uomini: le patate.
La carestia ebbe degli effetti disastrosi: uomini e halflings non ricordavano di aver mai subito niente del genere: scheletri di quelli che un tempo erano esseri viventi si aggiravano privi di speranza per le piccole città morendo letteralmente di fame e stenti agli angoli delle strade. E’ questo il periodo in cui ha inizio la “seconda migrazione”: circa due milioni di halflings si imbarcarono per cercare salvezza in terre lontane dalla propria che si era mostrata così crudele.
La seconda ondata migratoria ebbe come luogo di arrivo principalmente l’arcipelago di Fresage, territorio dell’attuale Repubblica, dove gli halflings hanno, come già ricordato, contribuito attivamente alla fortuna di questa zona. Si trattava di una migrazione totalmente differente dalla precedente: i nuovi arrivati erano ridotti allo stremo delle forze, spesso non riuscivano a riprendersi totalmente neppure nelle ricche e fertili terre che li accoglievano perché segnati irrimediabilmente nel fisico e nella mente dalla terribile esperienza. Gli halflings discendenti da coloro che erano stati i protagonisti della prima migrazione, chiamarono i nuovi migranti con il termine “Wanigi” che letteralmente significa “fantasma” e questo dà il senso dell’impressione che doveva dare l’aspetto esteriore dei mezz’uomini spinti dalla carestia.