Razza: Nani

[...]
"Di cosa vuoi convincermi, elfo? Il mio popolo ha costruito magnifiche fortezze nel
cuore della terra, mentre voi continuate a dormire in capanne di paglia. Ora togli i
piedi dalla mia barba, sento che sto per starnutire e non vorrei farti male."
[...]


Quella dei nani è per presenza sul territorio e popolazione la terza razza delle Terre di Elenbar. La loro storia è per molti versi legata a quella degli uomini con i quali hanno condiviso fortune e tragedie nelle epoche passate, ma dalla quale si sono separati in maniera sempre più decisa a partire dallo sbarco in quello che essi chiamano ancora “Nuovo Continente” o più di frequente Kheled-Zâram (“stagno specchiante” in linguaggio nanico).

In questo breve trattato la razza viene esposta partendo da un punto di vista antropocentrico che tende a toccare principalmente i seguenti punti:

  1. Aspetto Fisico
  2. Zone geografiche a maggiore densità
  3. Organizzazione Sociale
  4. Gruppi militari organizzati
  5. Armi ed armature preferite
  6. Aspetti Culturali: breve storia, la battaglia e la barba, il lavoro la birra e le risse

Aspetto Fisico: Con sempre maggiore insistenza si fa un gran parlare nelle comunità umane di una possibile differenziazione tra i nani detti “di montagna” ed i nani detti “oscuri” che sarebbero caratterizzati da una carnagione bruna tendente quasi al nero ed abiterebbero esclusivamente nel sottosuolo.
L’idea di una possibile divisione in queste due sottorazze è nata probabilmente poco più di due secoli fa traendo la sua origine dagli studi più approfonditi compiuti sulla sottorazza degli elfi sotterranei ed estendendo in modo improprio quelle conoscenze alla razza dei nani. Occorre quindi sfatare immediatamente questo mito: se da un lato è effettivamente vero che esistono gruppi familiari di nani che trascorrono tutta la propria esistenza senza mai vedere la luce del sole, se non attraverso i profondi pozzi costruiti per permettere l’accesso dell’aria nelle profondità delle città minerarie, d’altro canto è necessario comprendere come questi stessi nani non presentino né caratteristiche fisiche che li accomunino ai temutissimi “drow” né tanto meno la feroce malvagità che agli elfi sotterranei è invece attribuita a ragione.
Il malinteso è tuttavia difficile da estirpare: non è raro che si verifichino incomprensioni a causa delle quali un nano dal colore di pelle scura sarà guardato con diffidenza e considerato un abitatore delle profondità della terra, quando in effetti potrebbe tranquillamente aver passato tutta la propria esistenza lontano dai profondi complessi minerari del Regno. Per comodità espositiva, tuttavia, ci si riferirà con il termine “Nano oscuro” ai nani che abitano le miniere, mentre il termine “Nano di Montagna” sarà attribuito ai nani che abitano per lo più in superficie: è da ricordare che questo non implica un pregiudizio di carattere morale né corrisponde a differenze somatiche di qualsiasi genere.
Il nano si presenta con una pelle di colore variabile da uno scuro color del bronzo fin quasi al bianco latte, l’altezza varia tra il metro e dieci e il metro e quaranta in casi eccezionali (e di solito guardati con diffidenza). La struttura ossea ed il fisico di norma muscoloso fanno del nano la razza più pesante in relazione all’altezza: un nano infatti pesa normalmente dai 50 agli 80 kg, peso concentrato principalmente nella parte superiore del corpo. Le gambe dei nani sono infatti più corte del busto, mentre spalle e braccia sono notevolmente sviluppate, tanto che le mani si trovano all’altezza delle ginocchia. Le mani stesse sono inoltre grandi almeno quanto quelle di un uomo ma mosse da polsi larghi e molto robusti: le caratteristiche descritte consentono ai nani di avere delle leve eccezionali con cui maneggiare con sapienza ed estrema forza i loro strumenti per la battitura dei metalli, per l’apertura delle miniere e per l’utilizzo delle armi in battaglia.
Il cranio di un nano presenta anch’esso delle differenze apprezzabili a confronto con il cranio umano: se visto frontalmente è più schiacciato e più largo, se invece è visto lateralmente appare allungato. Il naso è anch’esso più largo di quello umano e spesso costituisce un prolungamento ideale della fronte, linearità accentuata dall’arcata sopraccigliare pronunciata che conferisce al nano quell’aspetto perennemente accigliato noto agli umani.
Gli occhi di un nano, caratterizzati da un colore che normalmente varia dal nocciola al marrone scuro fino al nero, sono molto elastici: la pupilla è tonda come quella di un uomo ma può allargarsi tanto da consentire di raccogliere molta più luce e quindi di vedere alla fioca luce delle candele come fosse pieno giorno, cosa che gli consente di avere meno problemi all’interno delle miniere. Un’altra dote concessa dalla natura ad un nano è la particolare resistenza a veleni ed agenti tossici sia respirati che assunti in altra maniera: è cosa nota che quando lo scavo in una miniera libera gas velenosi, i nani hanno molte più probabilità di un essere umano di riuscire ad allontanarsi sostanzialmente incolumi.
I nani sono mammiferi vivipari, per cui incontriamo in essi le stesse differenze biologiche tra i sessi che sono proprie del genere umano. Per quanto riguarda l’aspetto i nani di genere maschile sono mediamente più alti di qualche centimetro rispetto al loro corrispettivo femminile; altre lievi differenze possono essere riscontrate anche nelle dimensioni di spalle e fianchi, più strette le prime e più larghi i secondi nel genere femminile. I nani raggiungono la maturità sessuale intorno ai 30 anni, sviluppando una folta barba: qualche anno più tardi anche le nane raggiungono la maturità contraddistinta dall’emergere non solo del seno, ma anche di una barba folta quanto quella maschile.
Un nano conduce una vita spesso molto dura come guerriero, avventuriero, minatore, fabbro o taglialegna; difficilmente si dedica alla coltivazione dei campi, mestiere che giudica piuttosto noioso e che con soddisfazione vede ben eseguito dagli uomini che invece nelle miniere crollano e non riescono a sopportare le molte ore di lavoro che i nani si impongono e muoiono in seguito alle fughe di gas venefico. Nonostante il tipo di vita condotta, un nano vive mediamente intorno ai 350 anni e non sono rari i casi in cui riesca a raggiungere o superare i 400 anni.

Zone geografiche a maggiore densità: Tutta la parte del continente a sud della grande catena montuosa Khuzdul Sigin-Bund (letteralmente “Lunghe Vette naniche”), in base ai trattati di pace ratificati al termine della Guerra delle Razze del 141 d.s. e poi rivisti nei primi anni del quinto secolo, era sotto il controllo delle federazione di umani e nani.
In un primo tempo i nani cercarono di coabitare con gli esseri umani nelle zone lungo la costa, ma quando ancora la diaspora non era conclusa essi cercarono a nord un territorio che potesse rispondere meglio alle loro esigenze. Gli insediamenti più antichi sono quindi quelli a sud della Capitale Iolia e la zona montuosa all’estremo nord dell’attuale Impero.
In seguito i nani si sono progressivamente spostati seguendo la dorsale delle montagne verso la zona centro-meridionale del Continente e lì hanno edificato le loro fortezze lungo i fiumi ed i laghi, nelle foreste e soprattutto nei passi montani.
Nella mappa che segue risulta chiaro come attualmente la maggior parte dei nani viva in territori esterni all’Impero: i due terzi circa di essi hanno stretto la loro Nazione in un Regno. Un altro buon numero ha deciso ormai tre secoli fa di confederarsi con due province umane nella “Federazione Meridionale”; circa il 10% infine si trova attualmente sotto l’amministrazione dell’impero: si tratta di nani ben inseriti ed integrati nella società umana; non di rado, in questi casi sono abili e ricchi fabbri o lavoratori di metalli e pietre preziose, ma la maggior parte di essi vive comunque all’interno delle proprie città nella prima o nella seconda Regione dell’impero.

Mappa Nani

Organizzazione Sociale: Per ragioni storiche la Nazione dei nani risulta attualmente divisa in tre differenti assetti sociali amministrati da Governi simili tra loro ma non identici. Qui di seguito quindi viene esposto l’assetto sociale che caratterizza la zona dove il nano abbia deciso di vivere: come detto si può trattare dell’Impero, della Federazione o più probabilmente del Regno. A questa diversificazione va aggiunta qualche considerazione che riguarda i nani cosiddetti “oscuri” i quali, vivendo nel sottosuolo lontani dalle leggi di superficie seguono un ordine di condotta in parte diverso dai loro fratelli che abitano alla luce del sole.

Nani dell’Impero: Popolazione 2 milioni distribuita in circa 100 tra città e paesi: la maggior parte di essi è concentrata in poche città di dimensioni molto grandi, vere e proprie fortezze articolate su più livelli sotterranei, negli altri casi si tratta invece di piccoli paesi minerari o talvolta agricoli.
Governo: Vedi “Ordinamento Sociale dell’Impero”.
Non vi sono attualmente Governatori o Principi appartenenti alla razza dei nani (i tre Principati storicamente amministrati dai nani sono infatti separati dall’Impero), ma nella prima e seconda Provincia i Ducati di Norrvik, Orsal, Torenth, Kempten, Kratas, Rheine e Hammershake sono stati fondati ed sono tuttora sotto l’amministrazione dei nani.
E’ necessario specificare come nel caso di feudi amministrati dai nani il Titolo di cui si gode e la struttura gerarchica sia molto simile con la rilevante differenza però che un nano nominato Cavaliere dell’Impero è comunque dispensato dall’obbligo di costituire la Cavalleria pesante: essi invece diventano i comandanti delle truppe di supporto costituite dalla fanteria offerta dagli altri Cavalieri Imperiali.
Capo del Governo in Carica: Imperatore Nicolas Crystall Rowen detto “l'incerto”, divenuto Imperatore nell’anno 671 dopo lo Sbarco all’età di 43 anni, attualmente pare sia in precarie condizioni di salute.
Capitale: Iolia, la città Bianca.
Religioni praticate: L’Impero umano è un crogiolo culturale e religioso: non esistono culti che non siano praticati in maniera massiccia. I nani in parte condividono questa varietà, ma sebbene non ne parlino spesso hanno un mito del tutto autonomo da quello umano e per molti versi inaccessibile ai letterati di questa razza. Le divinità presentano spesso nomi diversi e lo stesso simbolismo rappresentativo cambia portando con sé anche delle differenze in campo teologico interpretativo.
Popolazione: circa 54 milioni di abitanti, di cui 46 di umani, 2 di nani, 4 di elfi, 2 di halfling e gnomi; in questa stima devono essere inclusi solo coloro che contribuiscono attivamente alla vita economica e sociale dell'Impero.
Esercito: Vedi la sezione dedicata ai Gruppi militari Organizzati.

Nani Confederati e del Regno: Poiché esula dagli scopi di questo trattato, qui si espone solo in modo parziale l’assetto sociale della Federazione e del Regno dei Nani. La Federazione ospita approssimativamente 6 milioni di nani distribuiti in circa 300 città, il doppio di questi vive invece nel regno dei nani con una distribuzione sul territorio simile a quella presente nella Federazione. La maggior parte dei nani vive in città di dimensioni molto grandi, vere e proprie fortezze articolate su più livelli sotterranei, più di rado si tratta invece di piccoli paesi minerari o talvolta agricoli.
Seppur con alcune importanti differenze, la Federazione ed il Regno vedono nel Feudo una delle Istituzioni fondanti della società. Il ruolo e l’importanza delle cariche nobiliari è in parte simile a quello assunto dalle stesse all’interno dell’impero (vedi sezione apposita), mentre i vertici istituzionali sono come è ovvio differenti. La Federazione è dotata di un Senato con potere di legiferare, al Governatore Confederato, eletto ogni otto anni, è affidato il potere esecutivo; il Regno invece ha accentrato il potere nelle mani del Re, carica non ereditaria che necessita dell’appoggio dei casati nanici più influenti, riuniti in particolari Consigli.
Nella Federazione la gestione economica e giuridica del territorio è in mano ai grandi feudatari, secondo strutture simili a quelle imperiali. Nel regno invece le Istituzioni di riferimento in questi ambiti sono più vicine ai concili delle città minerarie che alle gerarchie di tipo feudale.

Nani oscuri (o Nani dei Sotterranei) –Note-: In qualunque di questi enormi Stati un nano sia nato, egli potrebbe passare tutta la sua vita senza saperlo e senza interessarsene: le grandi città minerarie si estendono spesso oltre i limiti territoriali, ramificate e profonde molti chilometri. Non vi è istituzione appartenente al mondo di superficie che ritenga sia realisticamente possibile amministrarle, anche qualora questa fosse composta esclusivamente da nani.
Come conseguenza si è storicamente optato per una figura dalla rilevanza ambigua che è definita “Reggente Minerario”: questi risponde di quanto avviene nelle città ai regnanti in superficie, facendo da portavoce, stipulando i trattati commerciali e come principale fonte di notizie in ambo le direzioni (nei rari casi in cui nani abbiano ritenuto interessante sapere cosa stessero facendo gli abitanti di superficie).
Nella pratica gli accordi per gli scambi commerciali rappresentano la stragrande maggioranza dell’occupazione di un reggente: questi sono volti ad assicurare viveri ed altri beni necessari in cambio di una parte dei minerali grezzi estratti. In effetti quella del reggente, pur essendo una figura di prestigio nella comunità poiché la rappresenta agli esterni non è mai ruolo ambito poiché obbliga il nano a diventare un burocrate impedendogli così di godere a pieno delle bellezze della città mineraria.
Dal punto di vista dell’amministrazione della Legge quindi le città minerarie godono di uno statuto di forte autonomia: a loro volta le singole città vengono divise in settori o “rami interni” Questi sono fisicamente collegati tra loro da lunghi corridoi o maestose ed imponenti “Sale di Raccordo”, alcune delle quali con volte alte decine di metri e lunghe centinaia di metri sorrette da colonne degne di una grande cattedrale. Ogni ramo interno è gestito dai Concili Familiari o di Casata, aperti ad ogni abitante maturo della zona di riferimento: per questo motivo i Concili variano notevolmente per numero contando molte centinaia di membri o poche decine, nel caso di rami minerari aperti da poco. La procedura è tuttavia sempre simile: i membri anziani, uno per Casata, espongono il problema che verrà discusso, poi viene data la parola a chi è direttamente coinvolto, quindi possono intervenire gli altri membri del Concilio. Una volta ascoltati tutti gli interventi i membri anziani intervengono nuovamente stabilendo una soluzione che sia tesa ad evitare le divergenze.
Nel caso in cui un gruppo composto da più famiglie non si ritenga soddisfatto della soluzione raggiunta, lo stesso gruppo è aiutato ad aprire un nuovo ramo nella città mineraria dopo una lunga bevuta beneaugurante. Il gruppo fondatore della nuova sezione della città mineraria prende il nome di “Casato Fondatore” se è possibile rintracciare un legame parentale tra i suoi membri, altrimenti si avranno più “Casati Fondatori” (evento raro). Gli anziani di tali casati indicono i nuovi Concili non appena i lavori per l’apertura del nuovo ramo lo consentano ed hanno diritto di permanenza nell’area qualora sorgano divergenze con i casati che si stabiliscono in seguito alla fondazione.
I pochi uomini che hanno avuto la fortuna di essere invitati ad uno di questi frequenti concili ne hanno lasciato una descrizione piuttosto confusa: nel momento in cui gli anziani smettono di parlare pare che più che uno scambio di pareri l’ambiente sia pronto ad accogliere una rissa, cosa che nei fatti accade di rado. Che siano o meno condotti con ordine, è comunque un fatto che il sistema conciliare ha la doppia utilità di non far mai diventare un ramo interno troppo affollato e soprattutto è una ottima ragione per aprirne di nuovi.
Il continuo allargamento delle città minerarie unito all’intuito e all’esperienza da geologi dei nani porta a scoprire nuove vene di minerali preziosi, ma è anche causa di situazioni potenzialmente disastrose per rami interi delle città minerarie e in casi eccezionali per l’intera comunità che abita la città sotterranea. Sono registrati casi in cui una città sia entrata in contatto con vaste caverne naturali infestate da creature di profondità come i goblin, completamente disorganizzati e non adatti alla guerra come i nani eppure in numero talmente superiore da riuscire ad avere il sopravvento.
Nonostante vi sia quindi un effettivo rischio di attacco della comunità, le città minerarie non sono dotate di un sistema di difesa organizzato in un esercito professionale: la difesa della popolazione è affidata alla popolazione stessa e alla capacità di ricavare sale e cunicoli nella roccia in modo tale che sia possibile contenere l’avanzata di gruppi di creature pericolose che contino su un numero elevato. I Casati più importanti guadagnano la loro influenza nei concili proprio intervenendo nelle situazioni di combattimento e distinguendosi per il valore in battaglia dei singoli membri: è quindi ritenuto un aspetto centrale della formazione di un nano, sia esso di genere maschile o di genere femminile, quello di imparare il mestiere delle armi di pari passo con qualsiasi altra occupazione scelta.
In seguito all’attacco negli ultimi anni del Periodo dei Disordini da parte dei draghi alla città di Azaghâl (che in seguito sarebbe diventata la Capitale del Regno), unicamente in questa città i combattenti migliori hanno sentito la necessità di organizzare una lista di nani che in caso di estremo pericolo per la città potrebbe riunirsi in una formazione in qualche modo simile alle legioni formate dall’esercito esterno. La lista viene da allora riscritta ogni 3 anni e conta circa mille elementi: non si tratta tuttavia di coscritti in quanto l’adesione è volontaria e non prevede addestramento o equipaggiamento comuni. La sua utilità in caso di pericolo consiste nella possibilità di identificare in alcune figure il comando di operazioni di portata troppo ampia perché siano condotte senza organizzazione militare.

Gruppi militari organizzati: Vedi “Organizzazione dell'Esercito Regio e Imperiale”.
Marina Militare: l’argomento riguarda in modo talmente marginale la razza dei nani, che non è necessario venga trattato in questo contesto.

Armi ed armature Preferite: C’è un solo grido di guerra capace di mettere in fuga il nemico prima ancora che il combattimento abbia inizio: si tratta del noto Khazâd ai-mênu! (letteralmente: “I Nani vi assaltano!”). Il motivo del timore suscitato da questo grido è noto anch’esso: un gruppo di nani ben equipaggiati che lo stia intonando può travolgere qualunque ostacolo e sconfiggere ogni nemico, “come un fiume ingrossato dalle piogge non è trattenuto dai ponti, dagli argini e dalle dighe e rovescia natura e costruzioni dilagando, inarrestabile.” (citando dei versi famosi).
Tutti i nani si dice siano in grado di maneggiare un’arma con molta disinvoltura: tale abilità è motivo di vanto, ma non oggetto di inutili dimostrazioni. I nani si dedicano all’insegnamento del mestiere delle armi ed a costanti allenamenti qualora ritengano di dover migliorare l’efficacia dei loro colpi, ma a differenza di umani ed elfi trovano ridicolo il combattimento in tornei o giostre ed in genere l’uso di armi in momenti di svago.
Non esistono armi che siano state create appositamente o modificate per essere utilizzate durante un allenamento o per essere esposte come armi da cerimonia. Il concetto stesso di un’arma poco tagliente o senza punta è estraneo alla loro mentalità: un’arma così concepita sarebbe considerata come fosse stata privata della sua dignità di arma, inoltre “quando si combatte è segno di rispetto per il nemico colpirlo fin quando non sia più in grado lui di colpire te”. Del resto il concetto stesso di “addestramento alle armi” è ben distante dalla mentalità umana, dato che in queste occasioni le morti non sono meno frequenti di quanto lo possano essere su un vero campo di battaglia.
Le armi e le armature forgiate dai nani, di norma artefatti eseguiti con bravura e competenza eccelsa, sono quindi create per essere usate in battaglia e non altrimenti.
Ogni nano, sia esso di superficie o sotterraneo, a prescindere dalla professione praticata, provvede nell’arco della propria vita a “costruire” un proprio equipaggiamento che gli sia congeniale: non di rado quando disponga delle competenze necessarie, l’equipaggiamento militare è forgiato direttamente dal nano che decide di usarlo; negli altri casi egli gradisce comunque seguire in prima persona tutte le fasi del processo di lavorazione.
Se ne ha la disponibilità economica, un nano preferisce che le sue armi siano pezzi unici, costruite in base alle proprie dimensioni del corpo e delle mani, nonché alla personale indole nel combattimento, altrimenti adatterà agli stesso il suo equipaggiamento secondo le proprie esigenze. Nulla viene lascito al caso, le armi di un nano non saranno mai troppo pesanti o troppo leggere o troppo lunghe o troppo corte o troppo sbilanciate, saranno esattamente “giuste” per quel nano. Non a caso i nani sono i più grandi innovatori ed arditi sperimentatori nell’evoluzione tecnologica delle armi e delle armature e delle tecniche di combattimento.
Le armi preferite dai nani sono quelle da mischia, di dimensioni medie o grandi: in particolare le asce e i martelli da guerra. L’arma più comune usata ad una mano è l’ascia da battaglia a volte usata come arma prima in coppia con l’ascia semplice (più piccola e meno pesante, usata come arma secondaria); con ambo le mani vengono impugnate: l’ascia bipenne, l’ascia da guerra nanica (più pesante dell’ascia da battaglia e dotata in cima di una grossa punta in metallo che bilancia il lato tagliente) e l’Urgrosh nanico (come un’ascia da guerra ma con asta più lunga che presenta all’estremità opposta all’ascia una ulteriore punta che è possibile usare come lancia o come picca). I nani che preferiscono le armi contundenti, usano ad un mano: martelli da guerra e becchi di corvo (più piccoli somiglianti ad un piccone ed usati come arma secondaria), mazze d'arme e meno di frequente mazzafrusti particolarmente pesanti. Sebbene siano considerate troppo fragili, in situazioni di necessità un nano non disdegna l’uso di randelli e bastoni, ferrati o chiodati.
L’utilizzo di spade, pugnali e falci di vario genere è praticato poco: data la consuetudine a combattere contro avversari pesantemente corazzati queste armi sarebbero sicuramente efficaci di asce e magli da guerra nell’imprimere potenza nei colpi. Armi lunghe sono utilizzate anch’esse con molte riserve: la scarsa statura del nano non gli permette di manovrarle agevolmente, il che significa che si ritroverà immancabilmente impegnato in un corpo a corpo, tanto che quando si rese necessario l’utilizzo delle picche molti nani iniziarono ad utilizzare l’Urgrosh per non privarsi della propria ascia. In effetti nella storia delle strategie militari è noto il fatto che un gruppo di fanteria di nani è l’unica formazione di questo genere a poter reggere l’urto della cavalleria pesante contenendo le perdite anche in assenza di picche nelle file di impatto.
Un rapporto particolare vi è con armi che colpiscano a distanza: un nano odia di norma qualunque tipo di arma da lancio o getto, poiché è ritenuto disonorevole non guardare il nemico negli occhi mentre lo si sta uccidendo; in uno dei tanti trattati militari scritti da un nano la sezione dedicata ai reparti di arcieri si apre con un epigramma che tradotto recita “Le pulci di tutti i goblin / infestino la barba / di chi per primo scocca / freccia contro un altro nano!”.
D'altra parte, questa razza è forse la più formidabile costruttrice di macchine d’assedio, quindi, oltre agli arieti corazzati, anche baliste di varie dimensioni, catapulte pesanti e leggere e torri d’assedio armate con macchine in grado di colpire a distanza.
La mischia, come detto, è il tipo di combattimento preferito dai nani: non sorprende quindi che l’armatura e lo scudo (quando sia impugnato) di un nano costituiscano parte essenziale del suo equipaggiamento di battaglia. Un nano è in grado di sopportare pesi particolarmente elevati per tempi molto lunghi, quindi non ha difficoltà a restare nelle armature in metallo anche durante le lunghe ore di marcia che lo separano dal campo di battaglia.
Molto costose, ma decisamente preferite alle altre, sono le armature complete (piastre metalliche modellate sul corpo del combattente e unite per coprire tutto il corpo), che permettono un movimento più libero delle corazze di piastre accostate o scaglie (piastre metalliche modellate indipendentemente da chi le userà montate su un corpetto di cuoio) che consentono in ogni caso un'ottima protezione. Al pari delle corazze di piastre vengono usate le Corazze a Bande (strisce di metallo frontali cucite su una cotta di maglia); meno costosa e inadatta a difendere da colpi contundenti, ma efficace nel consentire ampi movimenti, è la cotta di maglia (anelli metallici intrecciati, la maggior parte del peso si scarica sulle spalle) a cui segue in ordine discendente di costo le brigantine e le armature in cuoio borchiato (cotta di cuoio rinforzato con inserti metallici di varie dimensioni ravvicinati), decisamente l’armatura di quelle esposte che consente una minore protezione.
Quando non decida di combattere usando entrambe le mani per le armi, un nano preferisce impugnare grandi scudi metallici che tende a farsi costruire su misura: agli scudi vengono spesso applicate delle chiodature che li trasformano in vere e proprie armi usate in sostituzione delle frequenti armi secondarie. Meno frequenti sono invece le chiodature applicate sull’armatura: non si tratta di motivi di etica, ma di semplice constatazione del fatto che queste, a differenza di quelle applicate agli scudi, sarebbero poco o per nulla utilizzate per via del fisico del nano che non lo aiuta nel combattimento senz’armi.

Aspetti Culturali:

[NOTA: Gli aspetti culturali e quelle fasi della storia che non si intuiscono o non siano state spiegate
chiaramente finora rimangono a discrezione di uno sviluppo futuro da parte del gioco razziale: qui di seguito
vengono esposti alcuni punti culturalmente interessanti:]

Breve storia: La razza dei nani proviene, come quella degli uomini, dal “vecchio continente” ovvero da quelle terre nelle quali si svolsero alcune delle battaglie tra gli Dei durante la guerra per la Vita e che si conclusero approssimativamente all’inizio del primo secolo dopo lo sbarco. Come accennato in altre sezioni di questo lavoro, i nani solo in tempi relativamente recenti (dal loro punto di vista una sola generazione) hanno deciso di riunire la loro nazione sotto Istituzioni interamente controllate da loro. In realtà circa un terzo della nazione nanica vive ancora in perfetta integrazione nella Federazione o nell’Impero e quindi non ci si deve sorprendere se nani e uomini hanno seguito fianco a fianco il medesimo percorso.
Se però gli eventi che hanno coinvolto le due razze sono pressoché gli stessi, diverso è il modo di ricordarli e di raccontarli. I nani non gradiscono ricostruzioni causali degli eventi in cui vengano ricercate delle motivazioni strutturali per questo o quel fenomeno, come invece sembrano fare più di frequente gli umani. Al contrario il nano è affascinato dal racconto epico del singolo evento che esalti i valori morali dei singoli o del gruppo ed in questo modo sia da insegnamento per le generazioni future. Basti pensare che il complesso “periodo dei disordini” è ricordato con ballate riguardanti singoli eventi come “L’assedio di Verargen nel ducato di Rupescissa” (ora ducato di Klantyre), “La presa della Rocca di ValVria”, “La liberazione del passo di Torenth” e ovviamente “La Resistenza di Azaghâl”, raccontata in decine di modi diversi, ponendo l’accento sui singoli o sulle azioni corali, è certamente l’evento più raccontato nel Mito nanico.
La battaglia e la barba: E’ difficile per qualunque creatura accostarsi alla visione che i nani hanno della battaglia. In apparenza essi seguono un comportamento contrastante: adorano la battaglia, ma non sopportano la ferma dell’esercito, combattono senza sosta finché la battaglia non sia vinta o finché non abbiano trovato la morte, ma rifiutano alcune strategie militari come gli attacchi di sorpresa, gli agguati e le tattiche di guerriglia, si espongono audaci agli effetti nefasti degli incantesimi degli avversari, ma rifiutano fermamente l’aiuto di maghi alleati sia nelle fasi preliminari sia durante la battaglia, secondo alcuni comandanti umani i nani in battaglia si presentano come “caoticamente disciplinati. Essi [i nani] sono i migliori soldati su questo Piano materiale se l’ordine è di attaccare, i peggiori in assoluto nel ritirarsi: la maggior parte semplicemente rifiuta di farlo e guarda con profondo stupore chi abbia dato l’ordine.”
La barba di un nano è collegata in senso stretto alle battaglie sostenute da chi la porta: nelle acconciature, nelle trecce e negli ornamenti (di solito piccoli anelli o gemme) è possibile leggere il numero delle battaglie, la potenza dei nemici e a volte anche la durata dello scontro ed il luogo. Una barba riccamente adornata è indice di grande valore in battaglia nella difesa della comunità dei nani: grazie a queste acconciature particolari un nano gode di particolare rispetto e in casi eccezionali anche del privilegio di poter parlare in un Concilio che lo ascolti in silenzio (favore riservato solitamente solo ai membri anziani della comunità).
Una ritirata in battaglia è a volte indicata dal taglio di una treccia della barba, mentre un comportamento ritenuto disonorevole può portare alla rasatura completa. Non si tratta però di punizioni inflitte dagli altri nani: un nano ha un senso critico molto elevato nei propri riguardi e con gesti eclatanti di questo tipo indica la consapevolezza dell’errore commesso. In questo caso si tratta del primo passo mosso per essere perdonati dalla comunità che gli concederà “un’altra occasione di intrecciare la barba quando sarà ricresciuta”.
Tra gli uomini c’è chi pensa che la tradizione della barba legata alle battaglie sia un retaggio del passato dei nani e che adesso si dia meno importanza a questo aspetto estetico. E’ possibile che questa idea si sia imposta a causa dell’osservazione dei nani che vivono nell’impero a stretto contatto con gli umani: non è affatto raro vedere nane che decidano di radersi e nani di genere maschile che mantengano la barba relativamente corta seguendo la “moda umana”. Bisogna però ricordare che quasi mai in questi casi si ha a che fare con nani guerrieri, ma al contrario di solito si tratta di mercanti e artigiani che vogliono in questo modo mostrare la propria apertura culturale accogliendo le usanze umane. Nelle comunità a grande prevalenza di nani l’abitudine di radersi è vista ancora oggi come una stravaganza aliena ai costumi e alla cultura della nazione dei nani: è noto infatti che un uomo ospite di una città mineraria difficilmente potrà fare a meno di far crescere la propria barba. Diversamente sarebbe visto con curiosità e trattato da fanciullo poiché tale è la condizione dei nani senza barba: questa disposizione è storicamente all’origine anche di incomprensioni ed equivoci nei confronti degli elfi e delle donne umane.
Il lavoro, la birra e le risse: Il nano sviluppa sin da giovane una fortissima etica del lavoro che lo accompagna per tutta la vita a prescindere dall’occupazione scelta. Un nano si dedica anima e corpo alla realizzazione degli scopi che si prefigge: difficilmente si dà per vinto, è determinato ed instancabile. Ostinato come in battaglia, egli deve in ogni caso dimostrare a se stesso di averla avuta vinta.
Nonostante ogni nano viva le proprie vittorie e sconfitte in modo strettamente personale, vi è un grande senso della comunità e della solidarietà all’interno della stessa: senza che venga esplicitamente richiesto, la comunità intera (ovvero una parte di un grande Casato o anche più Casati alleati) si offre per aiutare i suoi singoli componenti qualora essi siano in difficoltà. Quando ad esempio c’è da aprire un nuovo ramo nelle miniere o è necessario estrarre una quantità maggiore del solito di un certo minerale o ancora è necessario adempiere in tempo ad una commessa eccezionale di un qualche artefatto (tanto per citare tre esempi comuni), la comunità in un primo tempo si stringe intorno a chi necessita di aiuto ed in seguito tributa a chi è stato aiutato tutti i meriti del successo nel suo campo. Questo atteggiamento impedisce la nascita di rivalità tra i membri della comunità che praticano mestieri simili e consente ai nani di raggiungere traguardi altrimenti impossibili.
La società dei nani è certamente molto coesa, ma la vera causa di questa unità non deve essere cercata probabilmente nell’abilità in battaglia o nella solidarietà sul lavoro. I nani rinsaldano i propri legami costantemente grazie alle fiere bevute di birra e alle frequenti risse che animano la vita delle comunità: ogni momento che non sia passato lavorando viene speso in compagnia dei parenti e degli amici in luoghi pubblici dove è possibile raccontare storie, ascoltare vecchie e nuove ballate e soprattutto bere litri di birra nanica. Si tratta di varie qualità di birra rossa o scura, ad alto tenore alcolico, servite in grandi quantità non solo nelle taverne e nelle locande, ma soprattutto nelle Birrerie, particolari edifici che hanno l’unico scopo di accogliere questi formidabili bevitori. Le birrerie hanno anche la caratteristica di essere spoglie di mobilio: una bevuta abbondante è seguita spesso da una rissa e sarebbe inutile mettere a disposizione sedie e tavoli solo per vederli andare in pezzi due o tre volte la settimana.
Agli occhi di un umano una rissa tra nani non sembra necessitare di motivazioni vere o presunte: è improvvisa, coinvolge tutti i presenti per qualche minuto e termina immediatamente quando il proprietario del luogo offre da bere. Alcuni umani hanno ipotizzato che le risse tra i nani siano in effetti una scusa per far sì che venga offerto l’ennesimo giro di boccali, anche in virtù del fatto che raramente qualcuno sembra mostrare rancore e ancor meno frequentemente c’è chi rimanga ferito in modo grave. Questa ipotesi non rende giustizia però al ruolo sociale che una rissa, in modo misterioso, riesce a coprire all’interno della comunità nanica.

 
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