Ordinamento Sociale dell'Impero Umano

Istituzioni dell’Impero. Organizzato in nove Province o Principati, l’Impero vede nel Feudo la sua Istituzione principale ed è caratterizzato da una forma piramidale di distribuzione del potere molto ben definita. Al vertice della piramide si trova l’Imperatore, figura che accentra nelle sue mani i poteri legislativo, esecutivo e giudiziario con l’ausilio dell’organo del Consiglio, provvisto del solo potere consultivo.
Unica Istituzione che limita in qualche modo i poteri dell’Imperatore è rappresentata dal Senato: questo non può entrare nel merito delle singole decisioni prese dall’Imperatore, ma può tentare di sfiduciarlo privandolo dei poteri. Una simile situazione è tuttavia talmente eccezionale da essersi verificata solamente quattro volte nell’arco di tre secoli di vita dell’impero ovvero quando una manifesta incapacità fisica causata da malattie o dall’avanzata età impediva all’Imperatore di svolgere i propri compiti. Il Senato, come il Consiglio, dispone di un potere consultivo nei confronti dell’Imperatore, ma alla morte dello stesso questo Organo ne nomina il successore, sebbene sia consuetudine che la nomina vada a coincidere con l’ereditarietà della carica.
La Capitale dell’Impero ospita tutte le riunioni del Senato ed è consuetudine che lo stesso Imperatore ed i suoi consiglieri si stabiliscano in un sontuoso palazzo situato al centro della grande città in modo da favorire i contatti e il dialogo tra le tre istituzioni.

Il Feudo. Nell’anno 472 d.s. l’Imperatore Corrado II da Salico emanò l’editto “Constitutio de Feudis” che regola ancor oggi l’ereditarietà di Principati, Ducati e feudi minori: perchè la carica e l’amministrazione del territorio siano dati in successione divenne da allora necessario il previo consenso dell’Imperatore stesso. Sebbene il gran numero soprattutto di feudi minori impedisca il controllo pratico di ogni singola successione, non di rado accade che la formula nata per consuetudine del “Silenzio assenso” non venga adoperata poiché l’imperatore nega i suoi favori ad alcune famiglie nobiliari a vantaggio di altre a lui più fidate.
Fatta salva la regola stabilita dall’editto del 472 d.s., la consuetudine vuole che l’Imperatore nomini sempre direttamente gli otto Principi ai quali è conferita l’amministrazione di otto delle nove grandi Province in cui è diviso l’Impero: unica provincia priva di Principe è la Prima nella quale è localizzata la Capitale ed è quindi amministrata direttamente dall’Imperatore che qui risiede. I principi hanno diritto di battere moneta che rispetti gli standard imperiali sul peso e sulla quantità di metallo prezioso nella lega costituente. Nel poco frequente caso in cui venga nominato a capo di una provincia una figura in precedenza priva di titolo nobiliare, allora essa prenderà il titolo semplice di Governatore pur avendo nella pratica le stesse funzioni dei Principi.
Ogni Provincia è a sua volta suddivisa in un numero di regioni minori variabile dalle sei alle quindici amministrate solitamente da un Duca o più di rado da un Visconte, titolo pari a quello del Duca, ma riservato ai sacerdoti che ricoprono tale incarico. Entrambi i titoli sono a carattere ereditario quando non intervenga l’Imperatore secondo le procedure a cui si è già fatto menzione.
Ogni Duca o Visconte suddivide il territorio amministrato in non oltre duecento feudi: figura dominante a questo livello della scala gerarchica è quindi quella del Cavaliere Imperiale il quale risiede di norma in un Castello o una Rocca e controlla i territori circostanti. In assenza di ordini espliciti da parte di una delle figure a lui superiori, un Cavaliere Imperiale in nome dell’Imperatore ha mano libera nell’amministrazione della giustizia, nella riscossione di tributi e nella costituzione di un gruppo militare di Fanteria con proprie insegne composto da mercenari e vassalli. In cambio della possibilità di gestire il proprio feudo i Cavalieri Imperiali prestano giuramento di difendere l’Impero dai suoi nemici e sono pronti a mettere a disposizione i membri scelti della loro fanteria come gruppo di supporto all’esercito regolare Imperiale, ma soprattutto entrano essi stessi in battaglia, quali membri della Cavalleria Pesante al fianco dell’esercito regolare che ne è altrimenti sprovvisto.
Posti ad un livello paritario rispetto a quello del Cavaliere Imperiale, ma con incarico sensibilmente diverso vi sono coloro che siano stati insigniti del titolo di Marchese o di Barone. I primi differiscono dai Cavalieri perché non dispongono di un vero e proprio feudo, ma amministrano e controllano passi e valichi tra le montagne, guadi o ponti sui fiumi ed in generale tutti quei luoghi di rilevanza militarmente strategica che siano stati fortificati finendo con gli anni con l’ospitare cittadine di piccole o medie dimensioni. I Marchesi dispongono di una fanteria armata con vessilli propri, ma sono dispensati dall’obbligo di offrire il proprio contributo nella cavalleria pesante poiché, come si è detto, è considerato strategico il loro ruolo di difesa. Prima fonte di guadagno di una Marca è certamente il pedaggio che dà diritto di attraversamento del territorio: come già accennato in precedenza anche in questo caso, in assenza di ordini espliciti da parte di una delle figure a lui superiori, un Marchese in nome dell’Imperatore ha mano libera in questo campo.
Riceve il titolo di Barone invece chi, sebbene privo di particolari doti nel mestiere delle armi, si sia distinto rendendo servigi in ambiti di natura economica, politica, religiosa o magica divenendo degno di ricevere l’amministrazione di una cittadina e delle terre circostanti. Un Barone non può costituire un gruppo di fanteria armato, ma può predisporre un gruppo di guardia cittadina grazie alla quale amministrare giustizia ordinaria e riscuotere tributi.
E’ necessario specificare come nel caso di feudi amministrati dai nani il Titolo di cui si gode e la struttura gerarchica sia molto simile con la rilevante differenza però che un nano nominato Cavaliere dell’Impero è comunque dispensato dall’obbligo di costituire la Cavalleria pesante: essi invece diventano i comandanti delle truppe di supporto costituite dalla fanteria offerta dagli altri Cavalieri Imperiali.
Ultima menzione meritano due titoli, questi gli unici non ereditari, la cui nomina è lasciata alla discrezionalità di Cavalieri Imperiali e Marchesi: si tratta del Vassallo e del Cavaliere Feudale. I primi dispongono di potere amministrativo in una parte del feudo, prestano servizio come fanti corazzati presso il loro Signore e come gruppo da supporto all’Esercito Regolare. I secondi sono quei militari a volte anche mercenari che si sono distinti in modo particolare in battaglia venendo insigniti della particolare onorificenza che permette loro di fregiarsi del titolo di Cavaliere feudale o più semplicemente Cavaliere. Essi sono quindi i membri più validi della fanteria e spesso ne prendono il comandano in assenza del Cavaliere Imperiale o del Marchese che li ha nominati.

Capo del Governo in Carica: Imperatore Nicolas Crystall Rowen detto “l'incerto”, divenuto Imperatore nell’anno 671 dopo lo Sbarco all’età di 43 anni, attualmente pare sia in precarie condizioni di salute.
Capitale: Iolia, la città Bianca.
Religioni praticate: L’Impero umano è un crogiolo culturale e religioso: non esistono culti che non siano praticati in maniera massiccia; anche i culti di Locost, Raggok e Vestral hanno un seguito considerevole (nonostante soprattutto gli ultimi due siano dichiarati culti illegali e i templi vengano distrutti se scoperti).
Popolazione: circa 54 milioni di abitanti, di cui 46 di umani, 2 di nani, 4 di elfi, 2 di halfling e gnomi; in questa stima devono essere inclusi solo coloro che contribuiscono attivamente alla vita economica e sociale dell'Impero.
Composizione e ruolo del Senato: Principi, Duchi e Visconti hanno di diritto un posto nel Senato costituendo all’incirca un centinaio dei suoi mille membri effettivi. Nonostante il numero ridotto, queste figure dispongono di un potere rilevante a causa del peso del loro voto: il voto di un Principe vale come tre voti di un Duca o Visconte o come quindici voti dei senatori eletti.
I senatori non nominati di diritto sono eletti tramite una complicata votazione interna e palese: ogni quattro anni cento senatori che abbiano più di cinque anni di presenze al Senato vengono esclusi dall’Istituzione in seguito ad una prima votazione. Una seconda votazione provvede poi ad eleggere i successori cento scegliendoli in una rosa di candidati composta da umani e nani che abbiano raccolto almeno cinquanta voti per essere candidati a ricoprire il ruolo.
Lo scopo più importante di questo organo è quello di assicurare all’Impero una guida: il Senato ha il potere di eleggere e quello di sfiduciare (solo in casi gravissimi) l’Imperatore stesso.
Alla morte di un Imperatore, il Senato si riunisce per decidere il nome del suo successore: qualunque umano o nano, indipendentemente dal sesso, può, almeno in teoria, diventare imperatore. Accade tuttavia di sovente che il successore sia scelto tra i figli o i parenti stretti dell’Imperatore deceduto o in alternativa tra i Principi in carica. A meno di occasioni particolari, il Senato si riunisce tre volte l’anno nel Palazzo del Governo nella città Capitale Iolia, per svolgere il suo ruolo consultivo.
Composizione e ruolo del Consiglio: Il Consiglio Imperiale è formato da persone elette dallo stesso Imperatore, solitamente una decina. I membri (lord consiglieri) vivono nella città di Iolia e si riuniscono spesso su ordine dell’Imperatore per prendere decisioni amministrative, vagliare proposte di patti commerciali, proporre nomine nobiliari.
Il potere del Consiglio si limita al proporre a meno che non sia espressamente il volere dell’Imperatore. Questo succede spesso ad esempio per quanto riguarda i piccoli trattati economici.

E’ possibile identificare tra queste dieci figure alcune cariche:

  • Tesoriere Imperiale (si occupa di quello che possiamo definire il bilancio).
  • Informatore di Corte (è il capo dell’organizzazione chiamata “seconda ombra”, in pratica i servizi segreti).
  • Vicario Imperiale (è di fatto la seconda carica più importante, essendo il Reggente in caso di malattia dell’Imperatore o di un suo viaggio. E’ ovviamente una persona molto fidata, spesso un membro della famiglia Imperiale).
  • Comandante della Guardia (comanda la guardia personale dell’Imperatore e fa anche da consigliere militare).
  • Comandante Maggiore (responsabile dell’esercito).
  • Primo Magistrato (quasi sempre un chierico di Minbruje, si occupa di tutti gli aspetti legati alla giustizia).
  • Custode della Biblioteca (rappresenta la Memoria Storica del Consiglio: dalla nascita dell’impero la carica è sempre ricoperta da Ahaspring, un’elfa che spesso cura anche i rapporti dell’Impero con il Regno elfico).
  • Primo Araldo (fa da intermediario tra le richieste dei nobili di rango più elevato e l’Imperatore. E’ una persona molto accorta, poiché non è mai facile tentare di accontentare tutte e due le parti e viceversa è molto pericoloso non accontentarne una).
  • Cancelliere (è il rappresentante del Senato, che presenta le mozioni da votare e si occupa di moderare gli incontri, sia nel Consiglio che nel Senato).
    Almeno due consiglieri sono sempre di razza nanica.
 
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