Istituzioni della Repubblica: Il governo della Repubblica di Porto Telheiras è oggi guardato con profondo interesse come un modello capace di combinare la monarchia, l’aristocrazia e la democrazia. La base aristocratica dello Stato è espressa dal Maggior Consiglio, l’assemblea del Patriziato in origine formato dalle sole famiglie registrate come nobili all’atto della sua “serrata” nel 669 d.s., le quali godono di pieni diritti politici. A causa delle forti pressioni delle corporazioni delle Arti e dei Mestieri note anche nell’impero (arti “maggiori” -medici, incantatori, speziali, giudici, notai, lanaioli, setaioli, pelliciai, cambiatori- e arti “minori” -fabbri, calzolai, fornai ecc.- ) e delle Leghe Mercantili proprie della Repubblica, l’ingresso al Maggior Consiglio è stato allargato nei trent’anni successivi alla serrata, consentendo l’accesso ad un buon numero di ricchi mercanti anche se di umili origini.
Il Maggior Consiglio conta oggi oltre i 2500 membri, di età superiore ai 25 anni, in rappresentanza di tutto il territorio Repubblicano e provenienti con buona approssimazione in pari numero dalle campagne (per lo più di nobile stirpe) e dalle città (di solito membri della classe mercantile). Tuttavia perché sia considerata valida una votazione del Consiglio, è sufficiente che siano raggiunti i seicento voti.
Il Maggior Consiglio per i poteri di cui è investito potrebbe essere considerato il vero Sovrano della Repubblica (vogliano scusare i lettori l’involontario gioco di parole), ma la particolarità dello sviluppo istituzionale della Repubblica Marinara è data dal fatto che il potere è oggetto di un processo estremamente complicato di deleghe, controlli e interferenze reciproche, articolate in una serie di organi. Grazie a questi bilanciamenti di potere, la sovranità del Maggior Consiglio è in pratica ristretta alla sola elezione del Doge e dei Magistrati, benché al Consiglio sia attribuito formalmente anche il potere legislativo.
Organo esecutivo del Maggior Consiglio è il Consiglio dei Pregradi. Composto da una parte ristretta degli stessi membri del Maggior Consiglio, forma un autentico Senato incaricato di affrontare le questioni di ordine finanziario ed amministrative e di prendere decisioni sulla politica estera di particolare rilevanza (quali anche i trattati di pace o dichiarare lo stato di guerra).
L’organo del Senato a sua volta dà vita ad un triplice gabinetto detto Consulta. Questa è formata da 16 membri denominati “savi” e distinti in sei “savi grandi”, cinque “savi della terraferma” e cinque “savi agli ordini”. La Consulta con i suoi tre organi ha poteri puramente consultivi e deve essere considerata una sorta di organo tecnico di ausilio per Senato e Maggior Consiglio nella gestione rispettivamente degli affari correnti del Governo, degli affari interni relativi alla Guerra e alla Finanza e degli affari marittimi e navali.
A tutela della sicurezza dello Stato e per impedire uno sbilanciamento dei poteri in favore di una qualsiasi delle Istituzioni menzionate, si erge il Consiglio dei Dieci (anche noto come Signoria). Il Consiglio dei Dieci è presieduto dal Doge e composto dai tre Inquisitori di Stato, membri della Quarantia e da sette consiglieri, detti Settimi. La Quarantia è il Tribunale Supremo della Repubblica e ultima Istanza per le cause criminali in tutto il suo territorio e per le cause civili anche nei domini esterni della Repubblica (la giustizia non è più infatti amministrata direttamente dai feudatari). I “Settimi” della Repubblica rappresentano invece più di altre figure il recente passato come provincia dell’Impero: ognuno di essi deve provenire da una delle sette parti in cui il territorio della Repubblica è suddiviso, parti rimaste inalterate rispetto ai territori che contraddistinguevano i ducati della Provincia Imperiale, che hanno anche mantenuto l’influenza delle ex-città ducali (Porto Telheiras, Porto Manuel, Porto Martin, Palo del Sol, Porto Jardim, Batàn e Vermelha).
Il Consiglio dei Dieci ha come primo compito quello di bloccare le azioni intraprese da qualsiasi altra Istituzione nel caso sia rilevata la volontà da parte di singoli o di gruppi di prevaricare le funzioni attribuite loro, ma di solito utilizza questo potere semplicemente per coordinare l’azione degli organi competenti nei singoli campi in modo da ridurre gli attriti dovuti alle frequenti sovrapposizioni di potere tra le Istituzioni Repubblicane.
L’unione del Consiglio dei Dieci e dei “Savi” forma il Pien Collegio, al quale tocca di ricevere le ambasciate, commissioni provinciali, prelati e alti ufficiali di terra e di mare e di decidere particolari controversie amministrative o ecclesiastiche. Il Pien Collegio dà lettura pubblica di tutti i dispacci e tutte le lettere di Stato provenienti dalle potenze estere e dalle province, così come di quelle ufficiali emesse dai Dieci o dai tre inquisitori all’indirizzo delle altre Istituzioni, in modo che gli affari di Stato siano di dominio pubblico ed il controllo sull’operato il più ampio possibile.
Come è possibile intuire da questa veloce schematizzazione delle Istituzioni Repubblicane, una così ampia distribuzione e divisione dei poteri sovrani, sebbene risenta del notevole difetto di provocare sovrapposizioni di competenze, palesa la sua ispirazione al criterio fondamentale di prevenire ogni possibilità di usurpazione o di accentramento del potere da parte di un uomo, di una famiglia, di una fazione o anche soltanto di una delle Istituzioni dello Stato. La stessa posizione del Doge, descritta qui di seguito, esprime questo spirito di diffidenza e di timore.
Elezione e ruolo del Doge: rappresenta l'unità della Repubblica ed è eletto a vita dal Maggior Consiglio che lo sceglie tra chi decida di candidarsi e abbia superato i 60 anni nel caso degli umani e 90 per i candidati halflings. Una volta eletto, egli è limitato in ogni sua azione che, per avere un valore, deve essere avvallata dall’intero Consiglio dei Dieci: il Doge non può in effetti neppure uscire dal territorio della Repubblica senza essere accompagnato da almeno due membri facenti parte dei Dieci.
In linea teorica chiunque sia nato sul territorio della Repubblica può aspirare alla carica di Doge, ma in pratica vi è una selezione sulla base del censo. Il Doge è infatti tenuto a finanziare in prima persona le operazioni militari decretate dal Senato (finora rivolte esclusivamente al controllo della pirateria) e attinge alle proprie risorse monetarie anche per arricchire ed abbellire il Palazzo della Repubblica (maestoso simbolo ed orgoglio dello Stato) e per organizzare le numerose ed eleganti feste dedicate agli incontri ufficiali che si svolgono all’interno del palazzo stesso.
Non è quindi il desiderio di potere e di ricchezza a spingere i candidati, ma l'aspirazione di poter contribuire in modo determinante allo sviluppo della Repubblica. Ricoprire la carica di Doge rappresenta per ogni Famiglia un privilegio di cui fare vanto per il prestigio che questa carica pubblica porta: è stato fin d’ora stabilito infatti che il nome di ogni Doge debba esser scritto in un “Libro d’Oro” ed il suo ritratto debba essere esposto nel Palazzo della Repubblica, nella Sala del Maggior Consiglio, ad imperitura memoria per le generazioni future.
Capo del Governo in Carica: Doge Hector Torreon, umano 65 anni. In carica dal 702 ds
Capitale: Porto Telheiras.
Religioni praticate: La Repubblica Marinara vanta forse i più ricchi e sfarzosi templi dedicati a Chorollis dell’intero Continente, tuttavia non esistono culti che non siano praticati in maniera consistente (non ultimo ovviamente il culto di Rigel, divinità dell’elemento acqueo). Come per l’Impero i culti di Raggok e Vestral sono ritenuti illegali e il culto di Locost è appena tollerato in via privata senza che sia consentita per i suoi chierici la possibilità di predicare in luoghi pubblici o templi riconosciuti.
Popolazione: circa 6 milioni di abitanti, di cui circa 4 di umani e circa 2 di halflings Una percentuale molto esigua della popolazione è costituita da nani ed elfi comuni; in questa stima devono essere inclusi solo coloro che contribuiscono attivamente alla vita economica e sociale della Repubblica.