In seguito ad una Guerra Divina scatenata dal Dio Vampiro Locost, il continente nel quale per sei millenni umani e nani avevano prosperato divenne inabitabile: circa sette secoli fa essi furono quindi costretti alla diaspora verso un continente sconosciuto che scoprirono essere abitato principalmente dagli elfi, ma anche da gnomi ed orchi.
Da principio i contatti furono buoni, ma il rapporto tra i popoli si incrinò in breve tempo e nell'anno 137 d.s. iniziò quella che sarebbe passata alla storia come la “Guerra delle Razze”: essa coinvolse i potenti eserciti degli uomini e degli elfi e durò 4 anni. Al suo termine, il grande continente fu diviso in due parti diseguali separate dalla grande catena montuosa Dorsale che costituiva un imponente confine geografico.
A sud e ad est delle montagne il controllo fu assunto dalla federazione di umani e nani; a nord e ad ovest del confine i territori rimasero sotto il controllo degli elfi. Unica zona non inclusa nell’enorme spartizione fu quella del gran Pantanal: l’enorme palude da sempre abitata dagli gnomi che a loro rimase.
Passarono quasi tre secoli in una situazione di relativa tranquillità, ma le forze del bene e del male sono destinate a scontrarsi sempre: narrano le leggende che in uno di questi scontri entrambe le forze persero e in maniera inconsapevole aiutarono il ritorno di un animale ancestrale. Era l’anno 402 d.s. quando la Bestia Fafnihr riprese vita attiva nel continente un tempo abitato da umani e nani e rimasto per secoli quasi deserto: gli unici umani che avevano deciso di non abbandonarlo erano sopravvissuti agli stenti in un territorio ostile e pesantemente colpito dalle magie divine. Essi si ridussero nelle dimensioni fisiche e si stabilirono sulle coste sfruttando al meglio le poche risorse di cui disponevano: questa nuova razza fu in seguito chiamata come quella dei mezzuomini o Halfling.
La Belva ancestrale tornata attiva era spinta dall'odio incontenibile verso il Dio Locost poiché questi ne aveva distrutto il Dio padrone e compagno durante la Guerra Divina. Non trovando l'oggetto della sua caccia, Fafnihr riversò la sua violenza distruttrice sui mortali del vecchio continente costringendo a oltre quattro secoli di distanza dalla prima diaspora anche gli halfling alla fuga verso il continente degli elfi.
Consapevoli della Profezia che annunciava il prossimo risveglio del Dio Locost, le due giovani divinità malvagie Raggok e Vestral riuscirono a far stipulare un’alleanza tra Fafnihr e le creature uniche note come Draghi. Queste creature sovrannaturali si scontrarono con indicibile violenza contro le razze mortali nel tentativo di ridurre il numero dei fedeli nel Dio Vampiro e in questo modo indebolirlo prima che potesse nuovamente manifestarsi.
Per non soccombere, per la prima volta, tutte le razze si unirono per affrontare i nemici: per quasi 2 anni l’alleanza dei mortali resistette all’attacco dei draghi, ma quando lo stesso Fafnihr raggiunse il nuovo continente, rifugio fino ad allora inviolato, le speranze sembrarono dover finire. Inaspettato, l’aiuto giunse dalla divinità che più di tutte aveva minato alla vita dei mortali in passato: la profezia si avverò dando il via a cinque giorni della più grande battaglia che abbia mai coinvolto creature mortali. Quando, durante la notte del quinto giorno di combattimento (anno 404 d.s.), Locost sconfisse la Bestia, la guerra finì improvvisamente così come era cominciata ed il Dio appena risorto incredibilmente scomparve nell'oscurità. Del corpo esanime di Fafnihr non fu mai trovata traccia, ma sul campo di Battaglia restarono otto Creature senza tempo e una quantità di creature mortali tale da risultare un dolore nel solo ricordo.
Dopo quello che passò alla storia come il Periodo dei Disordini, niente poteva più essere come prima: il Governatore della Federazione umana Labell da Thai Crystall aveva accentrato su di sé tutti i poteri e si autonominò imperatore trasformando la federazione nell’attuale Impero Umano.
In pochi anni due province umane ed una nanica, le tre province più meridionali della vecchia Federazione, distanti molte migliaia di chilometri dalla città Capitale dell’impero, decisero di non sottomettersi al neonato impero. Esse dichiararono la loro autonomia elevando i vessilli dei valori della vecchia federazione sulle loro città, mantenendo il vecchio ordinamento giuridico ed amministrativo e costituendo la Federazione Meridionale (418 d.s.).
Più significativo risultò essere il distacco delle altre due province di nani che si fusero in un Principato (divenuto poi il Regno dei nani): già nel 401 d.s. l’esercito dei nani era divenuto autonomo e nei successivi 40 anni all'autonomia militare si accompagnò quella giuridica e istituzionale. Si trattava delle due province che contavano le più ricche miniere di tutto il continente, ma ancora una volta l'impero non poté reagire con una guerra come alcuni dei “falchi” avrebbero voluto: molti tra gli stessi cavalieri e membri dell’esercito umano avrebbero rifiutato di combattere contro i propri commilitoni con i quali avevano diviso onori e glorie nel passato recente.
Il nuovo Imperatore quindi optò per una strategia di alleanza basata su fitti scambi commerciali di quelle materie prime che al nuovo Principato mancavano (come il grano o i vari tessuti) generando una interdipendenza che lo assicurò contro possibili scontri futuri.
Il principato dei Nani, la Federazione Meridionale ed il vasto Impero umano conobbero un nuovo periodo florido e prospero che è giunto fino ai nostri giorni.
Poco più di 30 anni fa, nell’anno dopo lo sbarco 669, la ricca e piccola provincia insulare che vede in Porto Telheiras la sua città principale, contando sull’appoggio della potentissima gilda commerciale, la “Lega Mercantile”, ha dichiarato la sua autonomia costituendosi in seguito in una repubblica ed eleggendo un Doge (702 d.s.).
Ad oggi, 704 d.s. l’imperatore non ha ancora mosso molti passi per impedire la perdita di una delle sue province più ricche e per le strade della capitale, Iolia la città Bianca, si comincia a sussurrare di una presunta debolezza nei palazzi dell’Impero.
In Fede mi firmo nel ventunesimo giorno del mese di Vendémiaire dell'anno settecentoquattresimo dopo lo Sbarco
Aleksandr Iolianovic Da Urupa